La FAO, la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO) e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) hanno pubblicato una nuova guida congiunta per il monitoraggio delle tossine algali nei molluschi bivalvi, includendo il controllo delle fioriture algali nocive e la gestione delle aree di raccolta e produzione.
Il documento si rivolge ad autorità competenti, laboratori, istituzioni sanitarie e operatori coinvolti nella sicurezza alimentare, con l’obiettivo di migliorare o sviluppare programmi di monitoraggio adattati al profilo di rischio di ciascuna area produttiva.
Per il settore italiano dei molluschi, il tema è particolarmente rilevante in un contesto in cui la continuità commerciale dipende sempre più dalla capacità di dimostrare controllo, tracciabilità e rapidità di risposta.
Secondo i dati riportati nella guida, la produzione mondiale di molluschi bivalvi è aumentata del 49% tra il 2011 e il 2023, mentre il commercio internazionale è cresciuto di circa il 41% nello stesso periodo.
L’Italia figura tra i principali Paesi importatori di bivalvi, insieme a Cina, Francia, Spagna e Stati Uniti, un elemento che rafforza l’importanza di sistemi di sorveglianza solidi lungo l’intera filiera.
Le tossine prodotte da alcune microalghe possono accumularsi in mitili, vongole, ostriche e altri bivalvi, generando rischi per la salute pubblica e possibili restrizioni alla raccolta o alla commercializzazione.
La guida ricorda inoltre che le fioriture algali nocive sono fenomeni naturali, ma possono essere influenzate da fattori come il riscaldamento delle acque, l’eutrofizzazione, le condizioni oceanografiche locali e la dinamica dei nutrienti.
Uno degli aspetti più rilevanti per gli operatori è che la presenza di microalghe tossiche non sempre offre un segnale anticipato chiaro. In alcune aree, i bivalvi possono superare i limiti legali di tossicità anche con basse concentrazioni cellulari o in tempi molto brevi. Per questo, la guida insiste sulla necessità di combinare il monitoraggio delle microalghe in acqua con l’analisi delle tossine nella carne dei molluschi.
Il documento propone un approccio integrato basato su punti di campionamento rappresentativi e fissi, sistemi di allerta precoce, criteri chiari per la chiusura e riapertura delle aree di produzione e programmi costruiti sullo storico locale degli eventi tossici.
In caso di chiusura di un’area per superamento dei limiti regolatori, la riapertura dovrebbe basarsi su risultati analitici consecutivi al di sotto del limite, separati da almeno 48 ore.
Elementi chiave di un sistema di monitoraggio delle tossine algali nei bivalvi
| Elemento | Cosa raccomanda la guida | Perché è importante per il produttore |
|---|---|---|
| Profilo di rischio dell’area | Valutare specie tossiche, storico delle fioriture, correnti, temperatura, nutrienti e fonti di contaminazione. | Permette di anticipare i rischi prima di avviare o ampliare l’attività produttiva. |
| Monitoraggio delle microalghe | Effettuare un controllo periodico, almeno settimanale durante la campagna di raccolta, adattato al rischio locale. | Funziona come sistema di allerta precoce in caso di possibile accumulo di tossine. |
| Analisi della carne dei bivalvi | Mantenere l’analisi delle tossine nei tessuti come elemento centrale del controllo sanitario. | È la prova critica per decidere se il prodotto può essere immesso sul mercato. |
| Chiusura e riapertura delle aree | Applicare la chiusura quando vengono superati i limiti e riaprire solo con risultati negativi consecutivi. | Riduce il rischio sanitario e protegge la continuità commerciale dell’area. |
| Tracciabilità e comunicazione | Definire protocolli per informare operatori, autorità e pubblico quando esiste un rischio. | Facilita ritiri rapidi, evita raccolte non sicure e rafforza la fiducia del mercato. |
Per il produttore il messaggio centrale è operativo: la gestione delle biotossine non può essere uniforme, ma deve essere adattata alla specie, all’area produttiva e al profilo di rischio locale.
In questo senso, la guida rafforza il ruolo della prevenzione, della conoscenza delle dinamiche ambientali e della collaborazione tra operatori, laboratori e autorità competenti.
La responsabilità finale del prodotto immesso sul mercato resta in capo all’operatore del settore alimentare. Per questo, il documento sottolinea l’importanza dei controlli propri, della tracciabilità dei lotti, della comunicazione rapida con le autorità e dell’uso di strumenti analitici validati, soprattutto quando i molluschi sono destinati a mercati internazionali con requisiti specifici di equivalenza o conformità normativa.
Fonte: FAO, IOC-UNESCO e IAEA. 2026. Joint FAO/IOC-UNESCO/IAEA guidance on monitoring of algal toxins in bivalve molluscs – Including monitoring of harmful algae and management of harvesting and production areas. Food Safety and Quality Series, No. 34. Rome. https://doi.org/10.4060/cd8990en

