Il benessere dei pesci allevati si profila come uno dei grandi dibatti regolatori che l’acquacoltura europea dovrà affrontare nei prossimi anni. Un rapporto di sintesi pubblicato dalla Direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea (DG SANTE), dopo un progetto biennale realizzato tra il 2023 e il 2024, conclude che la tutela del benessere dei pesci varia in modo significativo tra Paesi, con una limitata armonizzazione normativa e controlli ufficiali ridotti, in particolare negli allevamenti e al momento dell’abbattimento.
La Commissione ritiene che i meccanismi di benessere in acquacoltura siano meno sviluppati rispetto a quelli applicati ad altri settori zootecnici e vede un ampio margine per rafforzare il monitoraggio, gli indicatori verificabili, la formazione e l’applicazione delle buone pratiche.
Il rapporto presta particolare attenzione a specie di grande importanza per l’acquacoltura mediterranea, tra cui l’orata (Sparus aurata), la spigola europea (Dicentrarchus labrax) e la trota iridea (Oncorhynchus mykiss). Esamina inoltre esperienze e iniziative sul benessere sviluppate in Spagna, Grecia, Finlandia, Danimarca, Germania e Norvegia.
La pubblicazione ha tuttavia suscitato una risposta immediata da parte della Federazione europea dei produttori di acquacoltura (FEAP), che condivide l’obiettivo di migliorare il benessere animale, ma ritiene che alcune conclusioni del rapporto non riflettano pienamente la complessità biologica e operativa dell’acquacoltura europea.
| Tema | Cosa dice il rapporto DG SANTE | Cosa sostiene la FEAP | Lettura editoriale di misPeces |
|---|---|---|---|
| Normativa | La maggior parte dei Paesi non dispone di una normativa specifica sul benessere dei pesci. | Nuovi obblighi dovrebbero essere introdotti solo quando saranno disponibili indicatori affidabili e verificabili. | La Commissione vede un vuoto normativo; la FEAP vede il rischio di una regolazione prematura. |
| Controlli ufficiali | I controlli in allevamento e durante l’abbattimento restano limitati, disomogenei e spesso poco efficaci. | Il problema non riguarda solo le pratiche attuali, ma anche la mancanza di metodi per documentare correttamente il benessere. | È il punto in cui le due posizioni possono convergere: servono indicatori pratici e misurabili. |
| Diversità delle specie | Riconosce che l’acquacoltura europea comprende un’ampia varietà di specie, sistemi produttivi e ambienti. | Sostiene che questa diversità non sia sufficientemente riflessa nelle conclusioni del rapporto. | Le future norme dovranno evitare requisiti uguali per tutti. |
| Stordimento e abbattimento | Mette in discussione pratiche come l’immersione in acqua e ghiaccio e segnala iniziative di stordimento elettrico. | Avverte che lo stordimento elettrico non funziona allo stesso modo per tutte le specie, taglie e sistemi di allevamento. | È il tema più sensibile per i produttori di orata, spigola e trota. |
| Applicabilità operativa | Riconosce sfide tecnologiche, logistiche ed economiche nell’applicazione delle misure di benessere. | Sottolinea che molte operazioni di abbattimento avvengono negli allevamenti, su imbarcazioni o in siti all’aperto, e non in macelli dedicati. | La futura regolazione dovrà essere ambiziosa, ma anche praticabile. |
| Sistemi mediterranei | Esamina specie e sistemi produttivi rilevanti per Spagna e Grecia, tra cui orata, spigola e trota. | Chiede un maggiore riconoscimento delle lagune costiere tradizionali e dei sistemi salmastri in Spagna, Italia e Grecia. | È l’angolo mediterraneo più rilevante per produttori e decisori politici. |
Un dibattito che va oltre l’abbattimento
Uno dei messaggi più rilevanti del rapporto è che il benessere animale non dovrebbe più essere valutato soltanto attraverso la lente delle pratiche di abbattimento, ma dovrebbe invece riguardare l’intero ciclo produttivo.
La Commissione individua carenze nella definizione di indicatori oggettivi di benessere, nella raccolta dei dati e nell’integrazione del benessere nella gestione quotidiana degli allevamenti.
Oggi la maggior parte degli allevamenti ittici monitora parametri come mortalità, temperatura dell’acqua, ossigeno disciolto e comportamento alimentare per valutare le prestazioni produttive. Tuttavia, questi indicatori non vengono sempre interpretati da una prospettiva specifica di benessere animale.
Per questo motivo, la Commissione sostiene lo sviluppo di sistemi di valutazione più strutturati, indicatori di benessere armonizzati e una formazione più avanzata per ispettori e operatori degli allevamenti. Sostiene inoltre un maggiore utilizzo degli strumenti digitali e delle tecnologie di monitoraggio continuo.
La sfida dello stordimento per orata e spigola
Per gran parte dell’acquacoltura mediterranea, l’abbattimento rimane il tema più sensibile.
Il rapporto segnala che alcuni allevamenti continuano a utilizzare metodi basati sull’immersione in miscele di acqua e ghiaccio, una pratica messa in discussione da numerosi studi scientifici per il tempo che può trascorrere prima che i pesci perdano coscienza. Il documento evidenzia anche progetti pilota in Spagna e Grecia finalizzati all’introduzione di sistemi di stordimento elettrico per orata e spigola europea.
La FEAP non respinge queste tecnologie. Tuttavia, sostiene che permangano importanti lacune conoscitive sui parametri adeguati alle diverse specie, taglie e condizioni di allevamento.
L’organizzazione avverte che un sistema di stordimento efficace per salmone o trota non può essere trasferito automaticamente ad altre specie allevate nel Mediterraneo.
Il Mediterraneo chiede un approccio proprio
Un altro punto chiave sollevato dalla FEAP è la necessità di riconoscere la diversità dei sistemi produttivi europei.
L’organizzazione ritiene che le lagune costiere e gli estuari salmastri tradizionalmente utilizzati in Spagna, Italia e Grecia rappresentino una realtà produttiva distinta, che dovrebbe essere meglio considerata nei futuri sviluppi regolatori.
Secondo la FEAP, questi sistemi fanno parte del patrimonio acquicolo europeo e operano in condizioni ambientali e gestionali significativamente diverse rispetto all’allevamento in gabbie marine o ai sistemi intensivi continentali.
Verso una regolazione basta su indicatori verificabili
Nonostante le diverse prospettive, sia la Commissione sia i produttori ittici concordano sul fatto che il benessere animale avrà un ruolo sempre più importante nell’acquacoltura europea.
La stessa DG SANTE riconosce che permangono importanti lacune scientifiche, che manca consenso su alcuni indicatori e che esistono ancora difficoltà nell’interpretare segni di benessere o sofferenza in molte specie ittiche. Allo stesso tempo, ritiene necessari standard più coerenti e sistemi di controllo più efficaci.
La questione centrale, quindi, non sembra più essere se l’acquacoltura europea dovrà affrontare requisiti di benessere più rigorosi, ma come questi requisiti possano essere progettati affinché siano scientificamente solidi, tecnicamente applicabili e compatibili con la diversità di specie e sistemi produttivi che caratterizza il settore.

