INGREDIENTI MARINI

L’incertezza in Perù e la minore produzione cinese mantengono alta la pressione sugli ingredienti marini per l’acquacoltura

Londra, 2 giugno 2026 | L’evoluzione delle pesche destinate alla produzione di farina e olio di pesce riporta gli ingredienti marini al centro delle decisioni strategiche di approvvigionamento per i produttori di mangimi acquicoli e per le imprese di acquacoltura

barco pesca para harina pescado

La disponibilità globale di farina e olio di pesce torna a essere una delle principali fonti di tensione per l’industria acquicola. L’andamento della prima stagione di pesca dell’acciuga in Perù e le restrizioni produttive in Cina stanno condizionando l’offerta internazionale di ingredienti marini, in un momento in cui l’acquacoltura continua a dipendere da queste materie prime per mantenere performance produttive, stabilità nutrizionale ed efficienza alimentare.

Secondo l’ultimo rapporto di mercato pubblicato da IFFO, la stagione peruviana procede lentamente a causa dell’elevata presenza di esemplari giovanili e delle misure preventive di gestione legate alle condizioni costiere di El Niño ancora in corso.

Il 27 maggio, le autorità peruviane hanno prorogato il divieto di pesca nella zona centro-settentrionale del Paese fino al 10 giugno, interessando la principale area di pesca dell’acciuga destinata alla produzione mondiale di farina e olio di pesce.

In un anno normale, il Perù rappresenta circa il 20% della produzione globale di questi ingredienti. Qualsiasi interruzione della stagione ha quindi un impatto immediato sulla percezione della disponibilità di mercato e sulle strategie di acquisto dei produttori di mangimi per acquacoltura.

La situazione arriva inoltre dopo un avvio d’anno particolarmente debole per la produzione di farina di pesce. IFFO ha riportato che la produzione cumulata nel primo trimestre del 2026 è diminuita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il solo mese di marzo ha registrato un calo del 38% su base annua.

L’olio di pesce ha mostrato una maggiore tenuta, anche se la produzione cumulata è comunque diminuita del 12% nel primo trimestre.

La pressione non arriva solo dal Perù. In Cile, le catture cumulate e la produzione di farina di pesce restano significativamente inferiori ai livelli dello scorso anno, nonostante una disponibilità stabile di sottoprodotti della lavorazione del salmone.

Negli Stati Uniti, la stagione del menhaden nel Golfo è iniziata con prospettive migliori rispetto al 2025, mentre quella atlantica dovrebbe partire a giugno. Nel Nord Europa, l’attività di pesca del melù sta rallentando sensibilmente con l’avvicinarsi della fine della stagione principale in Islanda e Norvegia, mentre la Danimarca continua a registrare catture deboli di cicerello e spratto.

La Cina mantiene vincolata la produzione interna

L’altro grande centro di attenzione del mercato è attualmente la Cina, uno dei maggiori consumatori mondiali di ingredienti marini destinati alla mangimistica animale e all’acquacoltura.

Da quando la moratoria sulla pesca è entrata in vigore il 1° maggio, la produzione interna cinese di farina e olio di pesce dipende principalmente dagli stock di pesce congelato accumulati prima del fermo e dai sottoprodotti generati dalle attività di trasformazione industriale.

IFFO ha rilevato che, nonostante queste restrizioni, la produzione cumulata cinese di farina e olio di pesce nei primi quattro mesi del 2026 ha superato i livelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, sostenuta da requisiti stringenti sulle importazioni e dalla pressione sulle materie prime alternative utilizzate nella formulazione dei mangimi.

Allo stesso tempo, i prezzi della farina di soia hanno mostrato recentemente una tendenza al ribasso, a causa dell’eccesso di offerta e di una domanda più debole da parte del settore mangimistico, mentre i prezzi del mais sono rimasti relativamente stabili.

Secondo i dati doganali cinesi citati da IFFO, le importazioni di soia hanno raggiunto 25,15 milioni di tonnellate tra gennaio e aprile 2026, con un aumento dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un fattore critico per la competitività dell’acquacoltura

Saco de harina de pescado

Per l’industria acquicola, l’evoluzione della situazione in Perù e in Cina conferma ancora una volta che gli ingredienti marini restano una variabile critica per la competitività produttiva.

Sebbene la formulazione dei mangimi per acquacoltura continui a muoversi verso una maggiore incorporazione di proteine vegetali, sottoprodotti, ingredienti funzionali e nuove materie prime alternative, farina e olio di pesce mantengono ancora un ruolo centrale in termini di digeribilità, appetibilità, stabilità fisiologica e performance produttive.

Lo scenario attuale sta spingendo produttori di mangimi e imprese acquicole a gestire con maggiore precisione il rischio di approvvigionamento e la volatilità dei costi, in particolare nelle specie intensive come salmonidi, orata, branzino e gambero.

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