Maarten Bijl, CEO di Skretting
La sostenibilità dei mangimi per acquacoltura sta entrando in una fase molto più legata all’esecuzione. Non basta più parlare di circolarità, ingredienti alternativi o riduzione delle emissioni se queste strategie non si traducono in efficienza, resilienza biologica, tracciabilità e risultati misurabili per il produttore.
È una delle idee principali espresse da Maarten Bijl, CEO di Skretting, in un’intervista a misPeces dopo la pubblicazione dell’Impact Report 2025 dell’azienda. Per Bijl, la sfida non consiste solo nel migliorare gli indicatori ambientali, ma nel fare in modo che la sostenibilità funzioni nelle condizioni reali dell’allevamento.
Secondo Bijl, i produttori devono bilanciare contemporaneamente costi, biologia e aspettative di mercato. Per questo, sostiene, qualsiasi progresso sostenibile deve contribuire a ottenere migliori risultati in allevamento in modo efficiente. Nel caso di Skretting, questo approccio si articola intorno al concetto di “innovazione con impatto”, in cui soluzioni come l’alimentazione di precisione, la digitalizzazione o gli EDGEOS PhytoComplexes devono essere sempre valutate in base al loro comportamento in condizioni reali di allevamento.
In pratica, questo significa misurare risultati come conversione alimentare, sopravvivenza, resilienza e stabilità produttiva. Significa anche integrare la sostenibilità nelle decisioni quotidiane di formulazione, selezione dei fornitori e supporto tecnico al produttore.
Una sostenibilità più matura e orientata ai risultati
Bijl ritiene che la sostenibilità nei mangimi per acquacoltura stia entrando chiaramente in una fase più matura e più orientata all’esecuzione. Gli impegni su circolarità, approvvigionamento responsabile o ingredienti alternativi devono basarsi sempre di più su evidenze tecniche, tracciabilità e risultati misurabili in allevamento.
In questo contesto, il CEO di Skretting sottolinea che l’azienda non può permettersi di lanciare o scalare innovazioni che non migliorino le performance del produttore. Come esempio, cita gli EDGEOS PhytoComplexes, composti vegetali sviluppati per contribuire a migliorare crescita, sopravvivenza e resilienza in diverse specie e regioni.
Un altro cambiamento rilevante è il passaggio da medie generali a dati specifici di impatto ambientale. Strumenti come SKAILA permettono di collegare le informazioni di sostenibilità all’impronta di prodotto a livello di mangime, offrendo al produttore dati più utili per decidere e non solo informazioni aggregate per il reporting.
“Stiamo andando oltre le medie per calcolare l’impatto ambientale specifico dei nostri ingredienti e mangimi”.
Tracciabilità: una sfida ancora aperta
Bijl riconosce, tuttavia, che l’industria deve ancora fare molti progressi in termini di trasparenza e tracciabilità, soprattutto per quanto riguarda gli ingredienti marini. A questo proposito, cita i problemi emersi in mercati come il Cile con l’inclusione di oli miscelati che non dichiarano adeguatamente i propri componenti marini, con il rischio di superare i limiti di ingredienti non certificati consentiti da standard come BAP.
Il CEO di Skretting valuta positivamente la reazione della Global Seafood Alliance, che ha indagato il problema e introdotto modifiche al proprio standard, ma ritiene che non sia sufficiente. A suo giudizio, anche altri attori devono muoversi nella stessa direzione, motivo per cui Skretting sta rafforzando la collaborazione con enti come ASC, MarinTrust e Global Salmon Initiative per affrontare il problema come industria.
Dall’impronta di prodotto al cambiamento nel modo di fare business
Per Bijl, i dati sull’impronta di prodotto diventeranno sempre più importanti nella relazione tra produttori di mangimi e allevatori, soprattutto man mano che il reporting diventerà più integrato e automatizzato. Ricorda inoltre che il consumatore finale chiede sempre più trasparenza, obbligando i produttori a disporre di dati credibili, precisi e completi per le proprie decisioni, strategie e obblighi di comunicazione.
Ma il ruolo di questi dati va oltre il reporting. Secondo Bijl, una buona informazione sull’impronta può aiutare a ridurre gli impatti, identificare rischi di approvvigionamento, individuare lacune nei dati, aprire nuovi modelli di business o mercati e rafforzare la collaborazione lungo la catena del valore.
“Vediamo i dati sull’impronta di prodotto come una delle leve per cambiare il modo in cui si fanno affari, non solo il modo in cui si rendicontano”.
Performance, costo e impatto
Secondo Bijl, il maggiore valore pratico si genera quando performance, costo e impatto avanzano insieme. In questo senso, Skretting sta accelerando i propri sforzi in digitalizzazione, nutrizione di precisione e alimentazione di precisione per migliorare FCR, crescita e prevedibilità. Una migliore efficienza alimentare consente di ridurre l’uso di mangime per chilo prodotto, diminuire le emissioni e migliorare direttamente i margini del produttore.
Il CEO evidenzia anche il ruolo dei mangimi funzionali e per la salute nell’aumentare la resilienza di pesci e gamberi, ridurre i rischi biologici e stabilizzare la produzione senza incrementare l’uso di risorse. Parallelamente, strumenti come Skretting 360+ e SKAILA mirano a collegare performance del mangime, dati di allevamento e impronta ambientale affinché i produttori possano passare dal rendicontare la sostenibilità al gestirla attivamente.
La lettura di fondo è che la sostenibilità dei mangimi per acquacoltura smette di essere un esercizio separato dall’operatività e inizia a integrarsi nel processo decisionale del produttore. In questa nuova fase, il suo valore non dipenderà solo dagli impegni ambientali, ma dalla sua capacità di migliorare l’efficienza, ridurre i rischi, facilitare l’accesso al mercato e rafforzare la competitività delle imprese acquicole.

