Il sesso della cozza mediterranea (Mytilus galloprovincialis) potrebbe influenzare in modo significativo il profilo nutrizionale del prodotto commercializzato. Uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science, guidato da ricercatori dell’Università di Bologna, ha individuato marcate differenze nella frazione lipidica e in diversi micronutrienti tra gruppi di femmine e maschi di cozze, mentre la composizione prossimale – umidità, proteine, ceneri e carboidrati – è rimasta sostanzialmente invariata.
L’analisi ha utilizzato cozze di allevamento acquistate nel marzo 2025 presso rivenditori di Napoli e Bologna, provenienti dal golfo di Oristano, in Sardegna, e da Goro, nel delta del Po. Dopo aver confermato il sesso degli animali, i ricercatori hanno riunito circa 60 individui per sesso in due campioni aggregati, di circa 450 grammi ciascuno, per analizzare lipidi, acidi grassi, minerali e vitamina B12.
Il campione femminile ha mostrato un profilo lipidico e micronutrizionale più favorevole rispetto a quello maschile. Le differenze sono risultate particolarmente evidenti per gli acidi grassi polinsaturi, gli omega-3 totali e la somma di EPA e DHA, oltre che per vitamina B12, ferro, selenio e iodio. I maschi, al contrario, hanno registrato valori più elevati di sodio e zinco.
| Indicatore | Femmine rispetto ai maschi |
|---|---|
| Lipidi totali | +25,6 % |
| Acidi grassi polinsaturi (PUFA) | Circa 5 volte in più |
| Omega-3 totali | Quasi 6 volte in più |
| EPA + DHA | 382 contro 28 mg/100 g |
| Vitamina B12 | +77 % |
| Ferro | +56 % |
| Selenio | +24 % |
| Iodio | +29 % |
Nota metodologica: studio pilota basato su un campione aggregato per sesso e privo di repliche biologiche. I risultati non consentono di attribuire le differenze esclusivamente al sesso.
Gli autori collegano parte di queste differenze all’investimento metabolico delle femmine durante la formazione degli ovociti, una fase che richiede l’accumulo di lipidi e di alcuni micronutrienti. Questa interpretazione dovrà tuttavia essere verificata con disegni sperimentali in grado di controllare separatamente origine degli animali, alimentazione, stagione e stato riproduttivo.
I risultati aprono una possibile strada per differenziare commercialmente le cozze, sia attraverso la selezione per sesso dopo la raccolta sia, nel lungo periodo, mediante programmi di miglioramento genetico.
In Mytilus, il rapporto tra i sessi nella progenie può essere influenzato in larga misura dalla madre; per questo gli autori suggeriscono di esplorare linee con una maggiore proporzione di femmine, se tali differenze nutrizionali saranno confermate in modo costante.
Lo stesso studio sottolinea però che si tratta di evidenze preliminari. È stato analizzato un solo campione aggregato per sesso, senza repliche biologiche, e i gruppi comprendevano cozze provenienti da due aree produttive.
Il disegno non consente quindi di attribuire le differenze esclusivamente al sesso né di valutarne la variabilità. Prima di considerare etichettature nutrizionali o strategie di allevamento orientate al sesso, saranno necessari studi replicati e condotti in diverse stagioni.
RIFERIMENTO
Danesi, P., et al. (2026). Sex-related differences in the lipid and micronutrient profile, but not in the proximate composition, of the Mediterranean mussel Mytilus galloprovincialis: a pilot study with implications for sex-targeted aquaculture. Frontiers in Marine Science, 13, 1917273. https://doi.org/10.3389/fmars.2026.1917273

