La FAO ha confermato nella versione sintetica de Lo Stato mondiale della pesca e dell’acquacoltura 2026 (SOFIA 2026) uno dei dati che misPeces aveva già anticipato dopo l’intervento di Manuel Barange — direttore della Divisione Pesca e Acquacoltura della FAO — durante il XX Congresso Nazionale di Acquacoltura in Spagna: l’acquacoltura mondiale ha superato per la prima volta nella storia i 100 milioni di tonnellate di produzione di animali acquatici.
Secondo il rapporto, la produzione acquicola di animali acquatici ha raggiunto i 102,7 milioni di tonnellate nel 2024, un record storico che colloca l’acquacoltura davanti alla pesca di cattura come principale fonte di produzione di animali acquatici a livello mondiale. Se si includono anche le alghe, la produzione acquicola totale è salita a 142 milioni di tonnellate.
L’acquacoltura mondiale ha superato per la prima volta nella storia la soglia dei 100 milioni di tonnellate di animali acquatici.
Questo dato conferma una trasformazione strutturale che si sta consolidando da diversi decenni. Mentre la pesca di cattura è rimasta relativamente stabile dalla fine degli anni Ottanta attorno ai 90 milioni di tonnellate annue, la crescita aggiuntiva dell’offerta mondiale di alimenti acquatici proviene sempre più dall’acquacoltura. Nel 2024, gli animali acquatici allevati hanno già rappresentato il 53% della produzione mondiale totale di animali acquatici.
La pubblicazione del SOFIA 2026 arriva poche settimane dopo che Manuel Barange aveva avvertito a Vigo della crescente divergenza tra l’evoluzione globale del settore e la situazione europea. Mentre Asia, Africa e America Latina continuano ad ampliare la propria capacità produttiva, l’Europa mostra una tendenza alla stagnazione e, in alcuni segmenti strategici, persino al declino.
Il rapporto non entra nel dettaglio dell’autosufficienza europea, ma evidenzia la crescente importanza del commercio internazionale dei prodotti acquatici. Nel 2024 il commercio mondiale ha raggiunto un valore di 186 miliardi di dollari e l’Europa si è confermata la principale regione importatrice, concentrando il 41% del valore totale delle importazioni mondiali. L’Unione Europea è stata inoltre il più grande mercato unico di importazione, con acquisti di prodotti acquatici per un valore di 63 miliardi di dollari.
Mentre l’acquacoltura mondiale continua a espandersi, l’Europa rischia di dipendere sempre più dalla produzione sviluppata in altre regioni.
La FAO sottolinea che la crescita dell’acquacoltura continua a concentrarsi in Asia, responsabile di circa l’89% della produzione mondiale di animali acquatici allevati. La Cina mantiene una posizione dominante con il 56% della produzione globale, seguita da India, Indonesia, Vietnam e Bangladesh. Complessivamente, questi cinque Paesi rappresentano l’82% dell’intera produzione acquicola mondiale.
Manuel Barange | @misPeces
Un altro elemento rilevante per comprendere l’evoluzione del settore è il peso dell’acquacoltura continentale. Dei 102,7 milioni di tonnellate di animali acquatici prodotti dall’acquacoltura nel 2024, 64,3 milioni provenivano da sistemi continentali o di acqua dolce, pari al 63% del totale. I sistemi marini e costieri hanno contribuito con ulteriori 38,3 milioni di tonnellate.
Questa distribuzione dimostra che gran parte della crescita globale è trainata da specie di acqua dolce allevate in Asia, mentre regioni come il Mediterraneo mantengono una specializzazione molto più legata alla produzione marina di specie quali orata, spigola e ombrina.
Le previsioni della FAO indicano che questa tendenza proseguirà nel prossimo decennio. L’organizzazione stima che la produzione mondiale di animali acquatici raggiungerà i 214 milioni di tonnellate nel 2034, rispetto ai 195 milioni registrati nel 2024. La maggior parte di questa crescita proverrà ancora una volta dall’acquacoltura, la cui produzione potrebbe aumentare fino a 119 milioni di tonnellate, mentre la pesca di cattura crescerebbe in modo molto più moderato fino a 95 milioni di tonnellate.
L’organizzazione avverte tuttavia che la sola crescita produttiva non garantirà un miglioramento uniforme della sicurezza alimentare. Per sostenere l’espansione del settore sarà necessario compiere ulteriori progressi in termini di efficienza, innovazione tecnologica, accesso ai finanziamenti, trasferimento delle conoscenze e quadri normativi capaci di favorire investimenti sostenibili.
In questo contesto, l’Africa emerge come una delle grandi regioni con un potenziale ancora largamente inutilizzato. La FAO ricorda che il continente registra la più bassa disponibilità pro capite di alimenti acquatici di origine animale al mondo, nonostante la sua forte dipendenza nutrizionale da questi prodotti. L’espansione dell’acquacoltura sarà determinante per evitare che la crescita demografica riduca ulteriormente l’accesso alle proteine acquatiche.
Mentre il mondo accelera lo sviluppo dell’acquacoltura, l’Europa aumenta progressivamente la propria dipendenza dalla produzione estera.
Al di là dei record produttivi, il messaggio di fondo del SOFIA 2026 coincide con quello espresso da Manuel Barange quando ha affermato che l’acquacoltura non può più essere considerata semplicemente un’attività complementare alla pesca.
Sta diventando un’infrastruttura strategica per garantire la sicurezza alimentare, l’occupazione e la resilienza dei sistemi alimentari nei prossimi decenni.
La questione per l’Europa è se sarà in grado di partecipare attivamente a questa espansione o se continuerà ad aumentare la propria dipendenza dalla produzione sviluppata in altre regioni del mondo.

