Il benessere dei pesci nella fase precedente all’abbattimento sta diventando un elemento sempre più rilevante per la competitività dell’acquacoltura italiana. Non riguarda soltanto il rispetto delle aspettative etiche e normative, ma può incidere sulla qualità del prodotto, sull’organizzazione del lavoro e sulla capacità delle imprese di rispondere alle richieste della distribuzione e dei mercati.
In questo contesto, l’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e il Consorzio Trentino Piscicoltura (CTP) hanno organizzato una giornata tecnica dedicata alle tecnologie di stordimento, con una significativa partecipazione degli allevatori del territorio.
L’iniziativa rientra nel progetto “Attività API a favore dello sviluppo sostenibile dell’acquacoltura e della competitività delle imprese ittiche italiane”, realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura.
Lo stordimento è una fase critica nella raccolta dei pesci, poiché le operazioni precedenti alla macellazione possono generare stress che influisce sia sul benessere animale sia sulla qualità del prodotto; per questo motivo, il settore sta prestando sempre maggiore attenzione agli indicatori operativi di benessere, che consentono di valutare in modo più oggettivo le condizioni dei pesci durante le diverse fasi produttive.
La sfida per gli allevatori è individuare sistemi che siano efficaci dal punto di vista biologico, ma anche compatibili con le specie allevate, le dimensioni dei pesci, i volumi di raccolta e l’organizzazione concreta degli impianti.
Stordimento elettrico mantenendo il pesce in acqua
Durante l’incontro è stato presentato un sistema di stordimento elettrico in acqua sviluppato da Ace Aquatec. La tecnologia era stata selezionata dal Consorzio Trentino Piscicoltura dopo una valutazione delle diverse soluzioni disponibili sul mercato.
Il sistema consente di mantenere i pesci immersi durante lo stordimento, limitando le manipolazioni e il tempo trascorso fuori dall’acqua. Gli animali vengono esposti a un campo elettrico controllato, configurato per provocare una rapida perdita di coscienza.
I parametri possono essere adattati alle caratteristiche del pesce e alle condizioni operative. Il controllo elettronico e la registrazione dei dati permettono inoltre di verificare la continuità del processo, aumentare la tracciabilità e migliorare la sicurezza degli operatori.
Secondo quanto illustrato durante la dimostrazione, la tecnologia può contribuire a ridurre lo stress e la comparsa di lesioni o ematomi, con possibili benefici per la qualità e la conservabilità del prodotto. La valutazione nelle condizioni reali degli allevamenti sarà tuttavia determinante per misurare i risultati ottenibili nelle diverse realtà produttive.
Ricerca applicata e trasferimento tecnologico
Ad aprire la giornata è stato Diego Coller, direttore del Consorzio Trentino Piscicoltura, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione con API e dell’impegno su benessere animale e qualità delle produzioni.
Diversi esperti hanno illustrato il sistema, progettato per ridurre lo stress mantenendo il pesce in acqua e limitando le manipolazioni, con possibili benefici su lesioni e qualità.
Come spiegato dall’API, la partecipazione degli allevatori trentini conferma l’interesse per tecnologie in grado di migliorare il controllo delle operazioni di raccolta e abbattimento. Il valore dell’iniziativa non risiede soltanto nella presentazione di una singola soluzione, ma anche nella possibilità di confrontare prestazioni, requisiti tecnici, costi di integrazione e adattabilità ai diversi modelli produttivi.
API ha annunciato l’intenzione di proseguire il percorso con un nuovo appuntamento aperto alle principali realtà dell’acquacoltura italiana.
Per Matteo Leonardi, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani, il trasferimento dell’innovazione richiede un dialogo diretto tra imprese, ricerca e fornitori di tecnologia.
"Il nostro obiettivo è offrire agli allevatori strumenti concreti per conoscere e valutare le migliori soluzioni disponibili. Il benessere animale è un fattore strategico per la competitività dell’acquacoltura italiana, perché contribuisce a migliorare la qualità delle produzioni, rafforzare la fiducia dei consumatori e preparare le imprese alle richieste future".
Per ulteriori informazioni su questo incontro:
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