CERTIFICAZIONE E SOSTENIBILITÀ

ASC rinvia a maggio 2028 la transizione obbligatoria al nuovo standard per gli allevamenti

Globale, 10/07/2026 | Gli allevamenti certificati avranno un anno in più per abbandonare gli standard specifici per specie, mentre ASC rivede alcuni requisiti che hanno presentato difficoltà applicative durante i primi audit

ASC - jaulas de acuicultura

L’Aquaculture Stewardship Council (ASC) ha rinviato al 1° maggio 2028 la transizione obbligatoria degli allevamenti certificati verso il nuovo Farm Standard. La scadenza precedente era fissata al 1° maggio 2027. Produttori, organismi di certificazione e aziende già impegnate nel processo avranno quindi un anno aggiuntivo per adeguare procedure, documentazione e sistemi di controllo.

La modifica del calendario arriva dopo che gli audit simulati, i progetti pilota e le prime certificazioni hanno evidenziato difficoltà nell’applicazione chiara e uniforme di alcuni requisiti.

ASC riconosce che l’esperienza sul campo ha permesso di individuare aspetti che possono essere migliorati nella formulazione, nell’interpretazione o nell’attuazione. In alcuni casi, le informazioni richieste risultano già raccolte attraverso sistemi, procedure o meccanismi di garanzia esistenti.

In attesa della prossima revisione completa, ASC ha pubblicato il Farm Standard V1.0.1A, una versione provvisoria in vigore dal 1° luglio 2026 al 1° febbraio 2027. Il documento funge da collegamento con la futura versione V1.1 e sospende temporaneamente gli audit su un numero limitato di requisiti ancora in fase di revisione.

Il comunicato, tuttavia, non specifica quali siano tali requisiti né descrive nel dettaglio i problemi emersi durante la loro applicazione.

ASC prevede di pubblicare il Farm Standard V1.1 il 1° novembre 2026, subordinatamente ai propri processi di governance e approvazione.

Nel frattempo, l’organizzazione continuerà a sviluppare linee guida, strumenti applicativi, formazione e attività di supporto per produttori e auditor. Gli allevamenti già pronti potranno comunque effettuare volontariamente la transizione prima della nuova scadenza obbligatoria.

Il rinvio mostra quanto sia complesso sostituire diversi standard specifici per specie con un unico quadro globale applicabile a sistemi produttivi, condizioni ambientali e modelli aziendali molto differenti.

Per gli allevamenti, l’anno aggiuntivo riduce la pressione immediata, ma prolunga anche una fase transitoria nella quale coesisteranno diverse versioni dello standard e sarà necessario seguire con attenzione le modifiche tecniche previste per novembre.

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