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POLITICA EUROPEA | FINANZIAMENTI

Anna Cisint si unisce alle richieste per un fondo europeo specifico per pesca e acquacoltura dopo il 2027

Trieste, 22/09/2026 | L’eurodeputata italiana e membro della Commissione Pesca del Parlamento europeo respinge l’ipotesi che il sostegno al settore venga diluito in un fondo unico

Anne Marie Cisint

Anna Maria Cisint si unisce alle voci del settore che chiedono di mantenere un fondo europeo specifico per la pesca e l’acquacoltura nel quadro finanziario successivo al 2027. 

In dichiarazioni a misPeces, l’eurodeputata della Lega, appartenente al gruppo Patriots for Europe e membro della Commissione Pesca del Parlamento europeo, ha avvertito che l’inserimento del settore in un fondo unico rischierebbe di ridurne la capacità di rispondere a esigenze produttive specifiche.

Secondo Cisint, le risorse finanziarie devono essere collegate a una strategia chiaramente riconoscibile. “Bisogna avere una strategia e una visione, e il percorso economico-finanziario deve servire a dare voce e gambe a questa visione”, ha affermato durante l’intervista, realizzata a Trieste in occasione di Fish Very Good 2026.

L’eurodeputata ha inoltre indicato che i lavori parlamentari in corso comprendono la richiesta di portare inoltre i 7 miliardi di euro le risorse destinate al settore della pesca e l'acquacoltura.

A suo avviso, questo sostegno dovrebbe essere accompagnato da condizioni di concorrenza più equilibrate nei confronti delle importazioni provenienti da Paesi terzi, i cui produttori non sono sempre sottoposti agli stessi requisiti applicati agli operatori europei.

Per quanto riguarda l’acquacoltura, Cisint ritiene questo settore "rappresenta oggi in Europa, e di conseguenza anche in Italia, una percentuale minima di quello che potrebbe esprimere in termini di valore e redditività”.

Per cambiare questa situazione, ha chiesto una visione europea più imprenditoriali.

La riduzione degli oneri amministrativi rappresenta, secondo l’eurodeputata, una delle condizioni principali per favorire lo sviluppo del settore. Cisint ha osservato che pescatori, acquacoltori e vallicoltori “non possono continuare a vivere più di carte che di pesce o molluschi”, chiedendo alle istituzioni europee risposte più rapide e adeguate alla realtà produttiva.

Cisint ha inoltre sostenuto la necessità di un maggiore coordinamento tra Paesi mediterranei. In particolare, ha indicato Italia, Spagna, Cipro e Malta come partner essenziali per rappresentare a Bruxelles le specificità produttive e commerciali dell’area. “Il Nord Europa gioca una partita diversa, anche dal punto di vista geografico”, ha affermato, sottolineando che le politiche concepite per le flotte e i sistemi produttivi settentrionali non sempre si adattano alla realtà del Mediterraneo.

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