La scarsità di novellame disponibile dopo la mortalità registrate durante l’estate sta mettendo sotto pressione la mitilicoltura di Taranto e, in particolare, la possibilità di garantire il normale ciclo produttivo nel 2027.
Per affrontare l’emergenza, il Comune sta valutando una deroga temporanea alle attuali restrizioni sulla reimmersione nel Mar Piccolo di mitili provenienti da altre aree, che consentirebbe agli allevatori di utilizzare seme di Mytilus galloprovincialis proveniente da altre zone del Mediterraneo.
Secondo quanto spiegato dall’assessore alle Attività produttive ed Economia del mare, Francesco Cosa, è in preparazione una bozza che dovrebbe essere nuovamente esaminata con gli operatori del settore. La deroga, quindi, non risulta ancora formalmente approvata attraverso un nuovo atto amministrativo.
L’ipotesi allo studio provederebbe condizioni specifiche. L’apertura riguardarebbe esclusivamente il novellame di Mytilus galloprovincialis, mentre sarebbe esclusa l’introduzione di prodotto adulto.
La misura avrebbe inoltre carattere temporaneo, indicativamente fino a febbraio 2027, e sarebbe accompagnata da controlli sanitari e ambientali rafforzati.
Uno dei punti ancora da definire riguarda l’area di applicazione. Le informazioni emerse nel confronto con gli operatori indicano che la deroga potebbe interessare il Primo Seno del Mar Piccolo, matenendo maggiori i restrizioni nel Secondo Seno, ma l’estensione definitiva dovrà essere stabilita dall’eventuale provvedimento comunale.
La proposta non trova però una posizione unanime all’interno del comparto. Alcune organizzazioni e cooperative hanno espresso preoccupazione per i possibili rischi sanitari ed ecologici legati all’introduzione di novellame proveniente da altre zone, richiamando la necessità di tutelare la tracciabilità e le caratteristiche della mitilicoltura tarantina.
L’attuale disciplina deriva anche dall’Ordinanza sindicale n. 8 del 26 settembre 2022, adottata per limitare la reimmersione nel Mar Piccolo di prodotto non locale.
Un’eventuale deroga rappresenterebbe quindi una risposta straordinaria a una situazione produttiva altrettanto eccezionale.
La questione va oltre la sola emergenza di Taranto. Le elevate temperature estive e le conseguenti mortalità del novellame stanno mostrando quanto la disponibilità di seme possa diventare un elemento critico per la continuità produttiva della mitilicoltura mediterranea.
La sfida sarà conciliare la necessità di garantire il ciclo produttivo 2027 con le esigenze di biosicurezza, tracciabilità e tutela dell’ambiente di allevamento.



