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Nuovi Ingredienti

Diete di finissaggio con insetti e sottoprodotti avicoli dimostrano la loro efficacia su scala commerciale nell’orata

Italia, 30/03/2026 | Una prova in condizioni reali di allevamento conferma migliramenti in crescita ed efficienza senza penalizzare qualità e accettazione del consumatore

Filetes de dorada sobre hielo

La validazione di nuovi ingredienti nei mangimi per acquacoltura rimane spesso confinata a condizioni sperimentali controllate, lontane dalla complessità operativa degli allevamenti.

Tuttavia, un recente studio sull’orata (Sparus aurata), condotto dall’Università degli Studi di Firenze e da un consorzio di istituti di ricerca italiani, compie un passo ulteriore dimostrando, su scala commerciale, che una dieta di finissaggio con farina di insetti e sottoprodotti avicoli non solo è praticabile, ma può migliorare le performance produttive senza compromettere il prodotto finale.

La prova, realizzata per 65 giorni in un impianto intensivo in Italia con migliaia di pesci, ha confrontato un mangime commerciale standard con una dieta alternativa a basso contenuto di proteine marine, integrata con il 10% di farina di Hermetia illucens e il 30% di sottoprodotti avicoli.

A differenza di studi di laboratorio, il disegno sperimentale riproduce condizioni reali di produzione, includendo densità di allevamento, pratiche gestionali e variabilità operativa.

I risultati mostrano che i pesci alimentari con la dieta alternativa hanno raggiunto un peso finale più elevato e migliori tassi di crescita, insieme a un miglioramento significativo dell’indice di conversione alimentare (FCR), sceso a 1,75 rispetto a 1,97 del mangime convenzionale. In un contesto in cui il mangime rappresenta il principale costo di produzione, questi miglioramenti hanno implicazioni dirette sulla redditività.

Oltre alle performance, uno dei principali rischi legati alla scalabilità di nuove formulazioni – la perdita di robustezza biologica – non si è verificato. I pesci hanno mantenuto un buon stato sanitario, senza lesioni esterne né alterazioni istologiche associate alla dieta, e con tassi di mortalità inferiori al 2%. Ciò rafforza implementazioni industriale.

Lo studio affronta anche un altro aspetto critico per il mercato. La percezione del consumatore. Le analisi sensoriali mostrano livelli di accettazione superiori al 90% per entrambi dal mangime convenzionale sono stati penalizzati per una minore succosità e una consistenza più rigida.

Uno degli elementi più rilevanti del lavoro è il posizionamento della fase di finissaggio come punto di controllo strategico nella produzione acquicola. È in questa fase che si definisce gran parte della qualità finale del prodotto e dove la formulazione del mangime può essere utilizzata come strumento di ottimizzazione, sia a livello produttivo che commerciale.

Nel complesso, i risultati indicano un cambio di paradigma: le proteine alternative non sono più una soluzione sperimentale, ma uno strumento operativo validato in condizioni reali di allevamento. L’attenzione si sposta così dalla fattibilità biologica alla capacità del settore di scalare, standardizzare e catturare il valore economico di queste nuove formulazioni.

Referenze:

Pulido-Rodríguez, L. F., Petochi, T., Secci, G., Lira de Medeiros, A. C., Donadelli, V., Di Marco, P., Di Giacinto, F., Marino, G., Longobardi, A., Capoccioni, F., Di Marzio, V., Pomilio, F., Cardinaletti, G., & Parisi, G. (2026). Commercial-scale evaluation of finishing diet containing poultry by-product and insect meals for Sparus aurata: From fish welfare to consumer acceptance. Sustainability, 18(7), 3235

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