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CONSIGLIO CONSULTIVO

I Produttori di Caviale dell’UE Chiedono di Eliminare la Burocrazia CITES per lo Stotione d’Allevamento

Bruxelles, 28/10/2025 | I produttori europei sostengono che la normativa CITES del 1997 sia ormai obsoleta rispetto alla realtà attuale del settore

Esturión de Caviar de Riofrío

Il Consiglio Consultivo dell’Acquacoltura ha chiesto alla Commissione Europea di semplificare e aggiornare la normativa CITES, introdotta nel 1997, per adeguarla al settore dello storione e del caviale nell’Unione Europea.
La motivazione è che quasi il 100 per cento dello storione e del caviale di origine UE presenti oggi sul mercato proviene da allevamenti acquatici.

Il Consiglio sostiene che le regolamentazioni sul commercio delle specie in pericolo, pur essendo fondamentali, devono evolversi per riflettere il profondo cambiamento produttivo avvenuto dal 1997, adattandosi alla realtà dell’acquacoltura moderna.

Gli allevatori di storioni dell’UE – con i prodottori italiani in prima linea – sono leader mondiali del settore, con 14 paesi coinvolti nell’allevamento di 10 diverse specie di storione, e contribuiscono a circa il 40 per cento della produzione mondiale di caviale.

Attualmente, l’UE applica già una rigorosa normativa sulla tracciabilità dello storione, concepita per garantire qualità e sostenibilità della produzione “dall’uovo all’uovo”. Tuttavia, nonostante queste misure interne, le regole CITES impongono pesanti oneri amministrativi al commercio extra-UE.

Tra le sue raccomandazioni alla Commissione Europea e agli Stati membri, il Consiglio Consultivo dell’Acquacoltura propone una semplificazione del sistema e l’introduzione di licenze annuali rinnovabili per le entità registrate sotto CITES. Ciò permetterebbe – secondo il Consiglio – di facilitare il commercio tra produttori e trasformatori/riconfezionatori tramite semplici dichiarazioni, riducendo così i tempi di consegna.

Il Consiglio chiede inoltre alla Commissione Europea di avviare un dialogo con la CITES per aggiornare l’approccio verso gli storioni d’allevamento, riconoscendo che non tutti i Paesi terzi possono disporre dello stesso livello di controllo legislativo degli Stati membri dell’UE.

Un parere minoritario all’interno della raccomandazione, presentato da un rappresentante dei gruppi per il benessere animale, ha sottolineato che qualsiasi facilitazione del commercio dei prodotti derivati dallo storione dovrebbe essere accompagnata da miglioramenti nelle condizioni di benessere e di vita degli animali allevati, un aspetto che dovrebbe essere considerato nel processo decisionale.

Scarica il documento (inglese):

Recommendation on Aquaculture Sturgeon and CITES

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