Un recente studio pubblicato su Aninals dimostra che è possibile formulare diete senza farina e olio di pesce mantenendo la crescita della trota iridea, ma richiede maggiore attenzione alla qualità sensoriale del filetto e alle emissioni reali associate ad alcuni ingredienti.
I ricercatori della Fondazione Edmund Mach, dell’Università di Firenze e di SPAROS hanno valutato diete multicomponente basate su insetti, microalghe, proteine microbiche, lieviti e sottoprodotti di origine animale e ittica. La prova, durata 97 giorni, ha confermato che la sostituzione degli ingredienti marini non compromette le performance produttive.
I pesci sono passati da un peso iniziale di 63 grami a valori compresi tra 335 e 353 grami, con un indice di conversione alimentare stabile in torno a 0,78 e mortalità trascurabile.
Per quanto riguarda la qualità del prodotto, la composizione del filetto è rimasta costante (65,8% di umidità, 16,3% di proteine e 12,6% di lipidi), senza differenze significative nella texture. Tuttavia, il colore del filetto è risultato variabile: le diete senza proteine animali trasformate hanno prodotto una tonalità più gialla, dovuta ai pigmenti xantofillini, mentre le diete che le includevano hanno generato filetti più pallidi.
Questo cambiamento, pur non influenzando il valore nutrizionale, può incidere sull’accettazione del consumatore nei mercati dove è preferito il colore rosato.
Dal punto di vista ambientale, le diete alternative hanno ridotto l’impronta di carbonio rispetto al controllo, in particolare quelle basate su proteine animali trasformate. Tuttavia, l’impatto dipende fortemente dall’origine e dal sistema produttivo degli ingredienti.
Microalghe e proteine microbiche possono aumentare le emissioni, arrivando a rappresentare fino al 20% dell’impatto totale in alcune formulazioni. Nella dieta convenzionale, invece, il concentrato proteico di soia è risultato uno dei principali contributori.
Lo studio evidenza che la sostenibilità in acquacoltura non è lineare. Sostituire la farina di pesce è ormai possibile, ma la sfida è trovare un equilibrio tra performance, impatto ambientale reale e percezione del consumatore.
Riferimento:
Faccenda, F.; Ciani, E.; Rossi, L.; Vale-Pereira, G.; Secci, G.; Dias, J.; Conceição, L.E.C. (2026).
Practical Aquafeeds Incorporating Insect and Algae Meals Achieve Quality and Growth Standards Comparable to Traditional Feeds in Rainbow Trout (Oncorhynchus mykiss). Animals, 16(7), 1000. https://doi.org/10.3390/ani16071000


