CONSUMI | MERCATO ITALIANO

Il consumo ittico in Italia resiste all’inflazione, ma si sposta verso prodotti più pratici e formati elaborati

Roma/Bruxelles, 20/07/2026 | EUMOFA rileva volumi sostanzialmente stabili e una maggiore tenuta rispetto ad altri mercati europei. Le famiglie, tuttavia, reagiscono ai rincari modificando quantità, specie e presentazioni, senza abbandonare il pesce

Pescadería traducional en Bologna, Italia

Il consumo di prodotti della pesca e dell’acquacoltura in Italia ha mostrato una maggiore capacità di resistenza rispetto a diversi altri mercati europei. Nonostante la pandemia e l’inflazione, i volumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre i consumatori hanno adattato gli acquisti scegliendo specie meno costose, quantità differenti e formati più facili da preparare.

È quanto emerge da uno studio pubblicato dall’Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, EUMOFA. L’Italia si colloca nel gruppo dei Paesi europei con consumi elevati e in crescita: il consumo apparente pro capite è aumentato del 5% tra il 2014 e il 2023, raggiungendo circa 30,3 chilogrammi in equivalente peso vivo.

Il consumo apparente complessivo si è mantenuto attorno a 1,7-1,8 milioni di tonnellate, dopo una fase di crescita culminata nel 2018 e una flessione durante la chiusura del canale Horeca nel 2020. Anche gli acquisti domestici confermano questa stabilità, con volumi vicini alle 570.000 tonnellate di prodotto tra il 2018 e il 2024.

Dietro la tenuta dei volumi si nasconde, però, una crescente sensibilità al prezzo. La spesa delle famiglie è aumentata del 9% in termini reali tra il 2015 e il 2024, ma nel 2022 ha registrato una contrazione del 12%.

Secondo gli operatori intervistati, l’inflazione ha prodotto soprattutto sostituzioni all’interno della categoria ittica: le famiglie hanno ridotto la spesa per singolo prodotto o scelto alternative meno costose, senza passare in maniera significativa ad altre fonti proteiche.

Il prodotto fresco continua a rappresentare la componente principale degli acquisti domestici, con una quota compresa tra il 45% e il 53%. Allo stesso tempo, tra il 2018 e il 2024 il consumo di prodotti surgelati è cresciuto del 10% e quello di prodotti secchi e salati dell’8%, segnalando una progressiva apertura verso soluzioni più conservabili e convenienti.

La richiesta di praticità sta modificando anche l’offerta. Distribuzione e trasformazione stanno ampliando la gamma di piatti pronti, prodotti già porzionati, preparazioni a base di pesce, salse e formati contemporanei come le poke bowl.

Questa evoluzione riguarda soprattutto i consumatori più giovani e le famiglie urbane, che attribuiscono maggiore importanza al tempo di preparazione.

Salmone e tonno hanno beneficiato della disponibilità durante tutto l’anno, dell’immagine salutistica e della possibilità di essere commercializzati in numerosi formati.

Piccoli pelagici, vongole e mitili mostrano invece una buona stabilità grazie al loro radicamento nella cucina italiana. La tradizione alimentare continua quindi a proteggere una maggiore diversità di specie rispetto ai mercati nei quali l’offerta si concentra su pochi prodotti globali.

Aspetto, prezzo e origine restano i principali criteri di acquisto. Gli operatori segnalano una preferenza per la provenienza italiana e mediterranea, associata a freschezza, gusto e salubrità. La convenienza e le considerazioni ambientali, sociali ed etiche stanno guadagnando importanza, ma rimangono secondarie rispetto ai fattori più immediati.

Il rapporto evidenzia inoltre una distanza tra preferenze dichiarate e comportamento reale. Sebbene molti consumatori affermino di preferire il prodotto pescato, trota, spigola e orata — specie fortemente legate all’acquacoltura — figurano tra quelle più consumate.

Disponibilità, regolarità dell’offerta, prezzo e semplicità d’uso sembrano quindi pesare più dell’origine produttiva dichiarata nelle indagini.

Per il settore acquicolo italiano, la stabilità del consumo rappresenta una base favorevole, ma non garantisce automaticamente la crescita.

La capacità di offrire prodotti riconoscibili, di origine chiara, accessibili e adattati ai nuovi tempi di preparazione sarà determinante per mantenere le famiglie nella categoria e raggiungere le generazioni più giovani.

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