Informare sulla sostenibilità dei mangimi circolari può aumentare la quota di consumatori italiani disposti a pagare di più per il pesce allevato con queste formulazioni. È il risultato di una ricerca presentata da Emanuele Dolfi, dell’Università di Bologna, nella sessione Consumer Studies di Aquaculture Europe 2026.
Lo studio misura intenzioni dichiarate, non acquisti effettivi, e distingue le risposte alle proteine animali trasformate di origine avicola, suina e da insetti.
Il lavoro rientra in Acquainnova 2.0, progetto cofinanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) per promuovere mangimi sostenibili e circolari destinati a trota e orata, con il contributo dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) alla divulgazione dei risultati e al coinvolgimento degli operatori della filiera.
La ricerca di Bologna ha coinvolto 1.502 consumatori residenti in Italia, con un campionamento stratificato per genere, età e regione. La disponibilità a pagare è stata rilevata prima e dopo un breve testo sulla sostenibilità degli ingredienti. L’informazione ha aumentato la quota favorevole a un sovrapprezzo e ridotto della che chiedeva uno sconto, con un effetto statisticamente significativo.
Disponibilità dichiarata a pagare per il pesce alimentato con le diverse fonti proteiche
| Origine delle proteine | Disposti a pagare un sovrapprezzo | Richiedono uno sconto | ||
|---|---|---|---|---|
| Prima dell’informazione | Dopo l’informazione | Prima dell’informazione | Dopo l’informazione | |
| Insetti | 17% | 22% | 23% | 21% |
| Avicola | 10% | 19% | 30% | 23% |
| Suina | 10% | 18% | 30% | 26% |
Le percentuali indicano la quota di intervistati disposta a pagare un sovrapprezzo o che richiede uno sconto, non l’entità della variazione di prezzo. L’informazione riguarda la sostenibilità dei mangimi. Campione: 1.502 consumatori residenti in Italia.
Fonte: Dolfi e collaboratori, abstract presentato ad Aquaculture Europe 2026.
Le barriere cambiano secondo l’ingrediente. Per le proteine da insetti pesa soprattutto il disgusto; per quelle avicole e suine prevalgono la sicurezza percepita e la naturalezza attribuita alla materia prima.
Queste risposte descrivono le preoccupazioni dei consumatori e non dimostrano rischi sanitari dei mangimi. Le proteine da insetti risultano, nel complesso, l’opzione più accettata fra le esaminate.
Per allevatori e mangimisti italiani, il risultato suggerisce che spiegare la circolarità può favorire l’accettazione, senza garantire un premio di prezzo. Anche dopo l’informazione, solo una minoranza dichiara di voler pagare di più.



