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MOLLUSCHICOLTURA | GRANCHIO BLU

L’Emilia-Romagna prova il polpo contro il granchio blu: Octo-Blu passa alla sperimentazione in mare

Bologna, 1/09/2026 | Dopo quasi due anni di ricerca, l’Università di Bologna ha avviato i rilasci nell’Adriatico per verificare se la predazione naturale possa contribuire a ridurre la pressione del crostaceo invasivo sulla molluschicoltura

Rilascio polpo Emilia-Romagna

 

L’Emilia-Romagna ha avviato una nuova fase del progetto sperimentale Octo-Blu, con il rilascio in mare, al largo di Cesenatico, di giovani polpi di pochi giorni di età e di una femmina mantenuti negli impianti dell’Università di Bologna. L’obiettivo è verificare se il polpo, predatore naturale del granchio blu (Callinectes sapidus), possa contribuire al controllo biologico della specie invasiva e ridurne l’impatto sugli ecosistemi costieri e sulle attività di pesca e acquacoltura.

Il progetto, avviato nel 2024 attraverso un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna nell’ambito del FEAMPA 2021-2027, ha analizzato per quasi due anni il comportamento, l’alimentazione e la capacità riproduttiva del granchio blu, sviluppando parallelamente tecniche per l’allevamento e la riproduzione del polpo in ambiente controllato. Il lavoro ha permesso di ottenere le prime schiuse e di raccogliere dati sulla relazione tra le due specie, creando le condizioni per passare dalle prove in vasca alla sperimentazione in mare.

I primi rilasci erano già stati effettuati l’11 e il 17 giugno in prossimità di barriere artificiali sommerse e sono proseguiti nel mese di agosto. La fase attuale dovrà ora permettere ai ricercatori di monitorare il comportamento degli animali rilasciati e valutare se la capacità predatoria osservata possa tradursi, in condizioni naturali, in un contributo effettivo al contenimento del granchio blu. La sperimentazione è coordinata da Oliviero Mordenti e Antonio Casalini, del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna.

La ricerca nasce in un contesto particolarmente critico per la molluschicoltura regionale. Secondo la Regione Emilia-Romagna, la proliferazione del granchio blu ha distrutto parte del novellame e, in alcune aree, ha provocato una riduzione di oltre il 70% della produzione di vongole di taglia commerciale. Dal 2023 la Regione ha destinato 3,5 milioni di euro al sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’invasione, ai quali si aggiungono 1,5 milioni di euro nel 2026 e ulteriori misure per compensare le perdite di reddito, sostenere la raccolta, lo smaltimento e la commercializzazione del crostaceo.

Per il settore acquicolo, l’interesse di Octo-Blu va tuttavia valutato soprattutto sulla sua capacità di passare dalla prova sperimentale a una possibile applicazione su scala utile. Dimostrare che il polpo predatore possa consumare il granchio blu non significa ancora che i rilasci siano in grado di ridurne significativamente l’abbondanza nelle aree produttive. La fase di monitoraggio dovrà quindi chiarire la sopravvivenza e la permanenza dei polpi nelle zone di rilascio, la loro effettiva pressione predatoria in ambiente naturale e, soprattutto, se questa possa essere sufficiente a produrre un beneficio misurabile per gli allevamenti di molluschi.

La Regione considera Octo-Blu uno degli strumenti sperimentali da affiancare alle misure economiche già adottate contro l’emergenza e si è dichiarata disponibile a sostenere altri progetti proposti da università e centri di ricerca. Per la molluschicoltura dell’Adriatico, tuttavia, il valore reale dell’approccio dipenderà dai risultati delle prossime fasi: la possibilità di utilizzare un predatore autoctono come strumento di controllo biologico rappresenta una prospettiva interessante, ma dovrà essere dimostrata in termini di efficacia, scala e capacità di proteggere concretamente le aree produttive.

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