Inserisci i termini di ricerca
misPeces, notizie di acquacoltura misPeces - Notizie di acquacoltura
POLITICA UE | FINANZIAMENTI

L'UE avanza verso un nuovo modello di finanziamento dell'acquacoltura, mentre i produttori chiedono risorse dedicate

Bruxelles, 30/09/2026 | Il Consiglio definisce la propria posizione negoziale su un sistema che affiderebbe gran parte del sostegno ai piani nazionali e regionali, mentre FEAP chiede finanziamenti specifici, prevedibili e adeguati per il settore

Votación estados miembros del futuro fondo pesca y acuicultura

Gli Stati membri dell'Unione europea hanno raggiunto una posizione negoziale parziale sulle condizioni del sostegno europeo alla pesca, all'acquacoltura e alla politica marittima per il periodo 2028-2034, compiendo un ulteriore passo verso un'architettura finanziaria diversa dall'attuale Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA). L'accordo fornisce al Consiglio il mandato per negoziare con il Parlamento europeo, mentre le disposizioni finanziarie e altre questioni orizzontali restano nell'ambito del negoziato generale sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

Nel modello attualmente in discussione, il sostegno a pesca e acquacoltura verrebbe erogato principalmente attraverso i Piani di partenariato nazionali e regionali (NRPP), all'interno di un'architettura più ampia che riunirebbe programmi oggi gestiti separatamente. Il Consiglio sostiene questo approccio perché dovrebbe semplificare l'accesso ai fondi europei, offrire maggiore flessibilità agli Stati membri e favorire le sinergie tra diverse politiche. L'acquacoltura ha acquisito maggiore visibilità durante il negoziato in Consiglio, ma il modello non ricrea, allo stato attuale, un fondo settoriale autonomo equivalente all'attuale FEAMPA.

È proprio su questo punto che emerge una differenza con la posizione sostenuta dalla Federation of European Aquaculture Producers (FEAP). Insieme ad altre organizzazioni della filiera europea della pesca e dell'acquacoltura, FEAP ha chiesto per il prossimo Quadro finanziario pluriennale un fondo specifico, autonomo e rafforzato per pesca e acquacoltura, dotato di risorse sufficienti per rispondere alle esigenze proprie del settore. Secondo le organizzazioni, l'integrazione delle risorse in un sistema finanziario molto più ampio rischia di ridurre la capacità di affrontare esigenze specifiche delle imprese acquicole, dei pescatori e della trasformazione, dalla competitività alla transizione energetica e al ricambio generazionale.

Le preoccupazioni di FEAP non riguardano soltanto l'esistenza di un fondo dedicato. L'organizzazione ha sostenuto anche la necessità di un finanziamento prevedibile, strutturale e specifico per il settore, costruito sull'esperienza del FEAMPA, mettendo al tempo stesso in guardia dal rischio di ulteriori oneri amministrativi o fenomeni di gold-plating nell'applicazione nazionale delle norme. Più recentemente ha inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità che i futuri criteri ambientali non finiscano per escludere dal sostegno attrezzature ancora indispensabili negli allevamenti acquicoli quando non siano disponibili alternative a zero emissioni tecnicamente praticabili.

L'accordo raggiunto dal Consiglio rimane comunque parziale e non stabilisce quanti fondi saranno destinati all'acquacoltura. Dotazioni finanziarie, eventuali risorse riservate e altre disposizioni di bilancio restano oggetto del negoziato complessivo sul bilancio UE. Il comunicato del Consiglio non individua inoltre, per il momento, modifiche specifiche per le imprese acquicole comparabili ad alcune disposizioni introdotte per gli investimenti nel settore della pesca. Per i produttori diventa quindi centrale capire se la maggiore flessibilità del nuovo modello si tradurrà in risorse realmente accessibili all'acquacoltura e quale tutela avranno questi fondi quando, all'interno dei piani nazionali, dovranno competere con altre priorità di investimento.

La posizione approvata il 29 settembre diventa ora il mandato del Consiglio per il negoziato con il Parlamento europeo. Per l'acquacoltura, il confronto si sposta quindi dalla semplice sopravvivenza formale del FEAMPA a una questione più sostanziale: quante risorse saranno effettivamente garantite al settore e quanto dipenderà dalle priorità stabilite dai singoli Stati membri. Fino alla conclusione del negoziato sul QFP e sulla relativa legislazione, sia l'architettura definitiva sia le risorse disponibili per le imprese acquicole dal 2028 restano aperte.

Ti potrebbe interessare