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La conta dei danni sale oltre 50 milioni: perso più del 90% delle cozze tra Goro e Porto Garibaldi

Emilia-Romagna, 31/08/2026 | Dopo l’avvio della ricognizione regionale emergono le prime stime: tra 20.000 e 25.000 tonnellate compromesse e perdite che interessano anche il seme destinato alla produzione 2027

Coltivazione cozze Emilia-Romagna

Arrivano le prime quantificazioni della moria di mitili che nei giorni scorsi aveva spinto la Regione Emilia-Romagna ad avviare una ricognizione dei danni.

Secondo le stime diffuse da Confcooperative Agroalimentare e Pesca, tra Goro e Porto Garibaldi sarebbe stato compromesso oltre il 90% delle cozze presenti negli allevamenti, con conseguenze che non riguardano soltanto il prodotto destinato alla commercializzazione.

Le perdite vengono stimate tra 20.000 e 25.000 tonnellate, comprendendo sia cozze prossime alla vendita sia il seme necessario per il ciclo produttivo successivo. I danni diretti supererebbero già i 50 milioni di euro, senza considerare gli effetti economici della minore disponibilità di prodotto che potrebbe manifestarsi nei prossimi mesi.

La dimensione dell’impatto è particolarmente significativa perché nel tratto costiero tra Goro e Porto Garibaldi si concentra oltre il 60% degli allevamenti marini di mitili dell’Emilia-Romagna. Le condizioni critiche vengono associate alla combinazione tra temperature eccezionalmente elevate e fenomeni di anossia, che questa estate hanno interessato anche impianti situati in mare aperto.

La perdita del seme rappresenta ora uno degli elementi di maggiore preoccupazione. Il materiale presente negli allevamenti avrebbe dovuto sostenere il ciclo produttivo successivo e raggiungere progressivamente la taglia commerciale nel 2027. La mortalità rischia quindi di trasformare un danno concentrato nell’estate 2026 in una riduzione della capacità produttiva anche nella prossima campagna.

L’emergenza interessa più ampiamente l’Alto Adriatico. Nella Sacca di Scardovari, in Veneto, temperature dell’acqua arrivate a circa 32 °C hanno provocato nelle scorse settimane la perdita di circa 1.000 quintali di cozze. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ha sospeso la commercializzazione delle cozze DOP allevate in laguna, mantenendo disponibile il prodotto proveniente dagli impianti in mare.

Le nuove stime danno quindi una prima dimensione economica alla crisi che la Regione Emilia-Romagna aveva iniziato a monitorare dopo le segnalazioni delle organizzazioni cooperative. Confcooperative sta lavorando per ottenere il riconoscimento della calamità naturale, mentre resta da definire l’entità definitiva delle perdite e degli effetti sulla produzione 2027.

La questione non riguarda più soltanto quanto prodotto è stato perso questa estate, ma quanto rapidamente gli allevamenti riusciranno a ricostituire il seme e la capacità produttiva per il prossimo ciclo.

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