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STATISTICHE

La piscicoltura italiana cresce nel 2025, ma produce il 15% in meno rispetto al 2019

Verona, 13/10/2026 | Secondo i dati dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), la trota traina il recupero annuale. Nel confront con il 2019, l’orata mantiene i volume mentre la spigola perde circa un terzo della produzione

Granja acuicultura Italia

La piscicoltura italiana recupera parte dei volumi nel 2025, ma resta al di sotto dei livelli del 2019. La produzione raggiunge 52.700 tonnellate di pesce, il 3,3% in più rispetto al 2024, mentre il valore della produzione lorda vendibile sale dell’1,5%, a 292 milioni di euro. Rispetto alle 61.800 tonnellate nel 2019, mancano tuttavia 9.100 tonnellate, pari al 14,7%.

Il confronto dei dati pubblicati dall’Associazione Piscicoltori Italiani (API) evidenza un recupero annuale sostenuto soprattuto dalla trota e una diversa evoluzione delle principali specie marine, ortata e spigola.

La produzione di trota passa da 28.700 tonnellate nel 2024 a 30.300 tonnellate nel 2025, con un aumento del 5,6%. Le 1.600 tonnellate aggiuntive equivalgono a circa il 94% dell’incremento netto nazionale. Il valore produttivo rimane però pressoché invariato, a 114,9 milioni di euro, contro i 115 milioni dell’anno precedente.

Il recupero non riporta la troticoltura ai livelli del 2019, quando API registrava 37.000 tonnellate. Nel confronto tra i due esercizi, il volume disminuisce del 18,1% e il valore nominale della produzione del 4,4%.

Per orata e spigola, il bilancio 2025 mostra invece meno volumi rispetto al 2024, ma un maggiore valore complessivo. Le due specie raggiungono insieme 14.500 tonnellate, il calo del 3,3%, mentre il valore aumenta del 2%, a 130,1 milioni di euro.

La prospettiva dal 2019 distingue però nettamente le loro traiettorie. L’orata, con 9.600 tonnellate nel 2025, mantiene sostanzialmente il volume di sei anni prima, pari a 9.500 tonnellate. Il valore nominale cresce da 73,4 a 84,5 milioni di euro, un aumento del 15,1%.

La spigola scende invece da 7.400 a 4.900 tonnellate, perdendo il 33,8% del volume. Il valore passa da 60 a 45,6 milioni di euro, con una riduzione del 24%.

Trota e spigola spiegano quindi quasi internamente il divario produttivo nazionale rispetto al 2019, mentre le variazioni delle altre specie si compensano in larga parte.

Avannotteria in crescita: aumentano le produzioni di orata e spigola

Avannotti d'orata

Una dinamica diversa emerge negli incubatoi. Tra il 2019 e il 2025, la produzione dichiarata di avannotti di spigola aumenta da 40 a 61 milioni di unità e quella di orata da 90 a 145 milioni.

Crescono anche le uova embrionate di trota iridea, da 220 a 285 milioni. Questi dati descrivono l’espansione della produzione di materiale giovanile, ma non ne specificano la destinazione e non permettono di prevedere i sucessivi volumi di pesce allevato in Italia.

Nel complesso, il valore nominale della produzione di pesce nel 2025 resta appena il 2,8% sotto quello del 2019, contro una riduzione dei volumi del 14,7%. La maggiore tenuta del valore non dimostra però un miglioramento della redditività: per valutarlo servono informazioni sui costi, sull’inflazione e sulla composizione delle vendite.

I dati completi per tutte le specie sono disponibili sul sito dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), nella pubblicazione dedicata ai dati produttivi 2025.

Nota sulle fonti: variazioni calcolate sui dati API del 2019, 2024 e 2025. Per il valore della spigola nel 2024 è stata utilizzata la scheda statistica scaricabile di API, che riporta 45,5 milioni di euro, cifra coerente con i totali. La pagina web indica invece 54,2 milioni. I confronti economici sono espressi in valori nominali, senza correzione per l’inflazione.

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