La piscicoltura italiana recupera parte dei volumi nel 2025, ma resta al di sotto dei livelli del 2019. La produzione raggiunge 52.700 tonnellate di pesce, il 3,3% in più rispetto al 2024, mentre il valore della produzione lorda vendibile sale dell’1,5%, a 292 milioni di euro. Rispetto alle 61.800 tonnellate nel 2019, mancano tuttavia 9.100 tonnellate, pari al 14,7%.
Il confronto dei dati pubblicati dall’Associazione Piscicoltori Italiani (API) evidenza un recupero annuale sostenuto soprattuto dalla trota e una diversa evoluzione delle principali specie marine, ortata e spigola.
La produzione di trota passa da 28.700 tonnellate nel 2024 a 30.300 tonnellate nel 2025, con un aumento del 5,6%. Le 1.600 tonnellate aggiuntive equivalgono a circa il 94% dell’incremento netto nazionale. Il valore produttivo rimane però pressoché invariato, a 114,9 milioni di euro, contro i 115 milioni dell’anno precedente.
Il recupero non riporta la troticoltura ai livelli del 2019, quando API registrava 37.000 tonnellate. Nel confronto tra i due esercizi, il volume disminuisce del 18,1% e il valore nominale della produzione del 4,4%.
Per orata e spigola, il bilancio 2025 mostra invece meno volumi rispetto al 2024, ma un maggiore valore complessivo. Le due specie raggiungono insieme 14.500 tonnellate, il calo del 3,3%, mentre il valore aumenta del 2%, a 130,1 milioni di euro.
La prospettiva dal 2019 distingue però nettamente le loro traiettorie. L’orata, con 9.600 tonnellate nel 2025, mantiene sostanzialmente il volume di sei anni prima, pari a 9.500 tonnellate. Il valore nominale cresce da 73,4 a 84,5 milioni di euro, un aumento del 15,1%.
La spigola scende invece da 7.400 a 4.900 tonnellate, perdendo il 33,8% del volume. Il valore passa da 60 a 45,6 milioni di euro, con una riduzione del 24%.
Trota e spigola spiegano quindi quasi internamente il divario produttivo nazionale rispetto al 2019, mentre le variazioni delle altre specie si compensano in larga parte.
Avannotteria in crescita: aumentano le produzioni di orata e spigola
Una dinamica diversa emerge negli incubatoi. Tra il 2019 e il 2025, la produzione dichiarata di avannotti di spigola aumenta da 40 a 61 milioni di unità e quella di orata da 90 a 145 milioni.
Crescono anche le uova embrionate di trota iridea, da 220 a 285 milioni. Questi dati descrivono l’espansione della produzione di materiale giovanile, ma non ne specificano la destinazione e non permettono di prevedere i sucessivi volumi di pesce allevato in Italia.
Nel complesso, il valore nominale della produzione di pesce nel 2025 resta appena il 2,8% sotto quello del 2019, contro una riduzione dei volumi del 14,7%. La maggiore tenuta del valore non dimostra però un miglioramento della redditività: per valutarlo servono informazioni sui costi, sull’inflazione e sulla composizione delle vendite.
I dati completi per tutte le specie sono disponibili sul sito dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API), nella pubblicazione dedicata ai dati produttivi 2025.
Nota sulle fonti: variazioni calcolate sui dati API del 2019, 2024 e 2025. Per il valore della spigola nel 2024 è stata utilizzata la scheda statistica scaricabile di API, che riporta 45,5 milioni di euro, cifra coerente con i totali. La pagina web indica invece 54,2 milioni. I confronti economici sono espressi in valori nominali, senza correzione per l’inflazione.



