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NUOVI INGREDIENTI

La proteina di insetto supera la prova offshore nella orata, ma apre nuove questioni sulla qualità del filetto

Sardegna, 21/04/2026 | Uno studio su scala commerciale dimostra che la sostituzione del 35% della farina di pesce con Hermetia illucens è fattibile senza compromettere performance e sicurezza, ma modifica la composizione lipidica e introduce nuove incognite

Mosca soldado (Hermetia illucens)

La proteina di insetto si avvicina sempre più alla validazione industriale in acquacoltura. Uno studio su scala commerciale condotto in condizioni offshore presso Maricolture Sarde Srl, in Sardegna, dimostra che fino al 35% della proteina animale nelle diete per orata (Sparus aurata) può essere sostituito senza effetti negativi su crescita e sopravvivenza, nel corso di un ciclo produttivo completo di 25 settimane che ha coinvolto circa 60.000 pesci in condizioni reali di allevamento.

Questi risultati posizionano la farina defettata di Hermetia illucens come un’alternativa concreta alla farina di pesce, in un contesto di crescente pressione sulle risorse marine.

Tuttavia, lo studio – guidato da Marianna Oteri e colleghi dell’Università di Messina – conferma anche che il cambiamento degli ingredienti nei mangimi non è neutro a livello di prodotto. La composizione del filetto riflette una redistribuzione degli acidi grassi, con un aumento dei saturi e degli omega-6, accompagnato da una riduzione moderata degli omega-3 a lunga catena. 

Nonostante ciò, i livelli combinati di EPA e DHA rimangono al di sopra delle soglie nutrizionali rilevanti, preservando il valore salutistico riconosciuto del pesce allevato.

Dal punto di vista della sicurezza alimentare e della shelf-life, i risultati sono particolarmente rilevanti per l’industria. Non è stata rilevata la presenza di pagoteni come Salmonella, Listeria o Vibrio, e la stabilità microbiologica durante 21 giorni di conservazione refrigerata è risultata comparabile a quella delle diete convenzionali.

Inoltre, il profilo nutrizionale mostra alcune variazioni potenzialmente favorevoli, tra cui una riduzione del sodio e un aumento dello zinco nel filetto.

Lo studio introduce però anche un elemento di cautela. I pesci alimentati con diete a base di insetti hanno mostrato livelli significativamente più elevati di alluminio nel filetto. Sebbene questo non rappresenti un rischio immediato per la sicurezza alimentare, evidenzia la necessità di comprendere meglio l’origine di questa accumulazione, che potrebbe essere legata ai substrati di allevamento degli insetti, ai processi di produzione dei mangimi o a fattori ambientali.

Al di là della fattibilità tecnica, il lavoro sottolinea che la transizione verso mangimi più sostenibili in acquacoltura no riguarda solo la sostituzione degli ingredienti, ma anche il mantenimento della qualità del prodotto finale.

La proteina di insetto funziona in condizioni offshore reali, ma la sua adozione su larga scala dipenderà dalla capacità di ottimizzare le formulazioni per bilanciare sostenibilità ed eccellenza nutrizionale.

Riferimento:

Oteri, M.; Di Rosa, A.R.; Lo Presti, V.; Toscano, G.; Giarratana, F.; Chiofalo, B. (2026).
Partial Fishmeal Replacement with Defatted Hermetia illucens Meal in Offshore-Farmed Gilthead Seabream (Sparus aurata): Effects on Fillet Quality and Microbiological Stability. Fishes, 11(4), 211. https://doi.org/10.3390/fishes11040211 

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