L’Italia è uno dei principali mercati europei per il consumo di pesce d’allevamento. Tuttavia, la produzione nazionale non cresce allo stesso ritmo della domanda. Secondo l’Associazione di Piscicoltori Italiani (API), il problema non è tecnico, ma strutturale e normativo.
Durante Aquafarm 2026, il presidente Matteo Leonardi e il vicepresidente per il comparto marino Claudio Pedroni hanno evidenziato due priorità strategiche: sbloccare il sistema delle concessioni demaniali marittime e rafforzare la trasparenza nel canale HORECA.
Nonostante l’aumento dei consumi negli ultimi dieci anni, la produzione italiana resta limitata. Pedroni ha sottolineato come il blocco delle concessioni impedisca nuovi investimenti nei “campi agricoli a mare”.
La conseguenza è un crescente ricorso alle importazioni, in particolare da Turchia, Grecia e Nord Africa. Per API è necessario creare condizioni normative stabili che permettano al settore di investire e crescere, sostenendo occupazione e sviluppo economico.
Etichettatura e consapevolezza del consumatore
Un altro nodo centrale riguarda l’informazione al consumatore. Circa il 50% del consumo avviene nel canale HORECA, dove spesso non viene indicata l’origine del prodotto.
Per Pedroni, comunicare chiaramente se un’orata o una spigola è italiana, turca o greca rappresenta un dovere verso il consumatore. Anche certificazioni come la “coltura sostenibile”, equiparata per legge al biologico, dovrebbero essere rese visibili nei menu.
Leonardi ha evidenziato come una maggiore trasparenza possa favorire l’accettazione sociale dell’acquacoltura, riducendo difense e aumentando la fiducia.
Negli ultimi anni si registra una maggiore apertura al dialogo tra istituzioni e settore produttivo. Tuttavia, il passo successivo è trasformare questa apertura in interventi concreti di semplificazione amministrativa.
Per API, domanda interna, competenze tecniche e potenziale produttivo sono già presenti. Ciò che serve ora è un quadro normativo più chiaro e una comunicazione più efficace per sbloccare la crescita del comparto.


