Le importazioni italiane di trota fresca o refrigerata hanno registrato una forte accelerazione nel 2025, passando da 1.256 a 3.405 tonnellate, con un aumento di circa il 171%. Il valore degli arrivi è salito parallelamente da circa 9,8 a 25,5 milioni di euro. Bulgaria, con 1.631 tonnellate, e Svezia, con 775 tonnellate, risultano i principali Paesi di spedizione.
| Flusso | 2024 | 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Import | 1.256 t | 3.405 t | +171% |
| Export | 5.660 t | 4.847 t | −14,4% |
Contesto: produzione italiana di trota iridea −10,6% nel 2024; acquisti domestici di trota salmonata fresca +15,5% nel 2025.
Nota: produzione, commercio e acquisti domestici si riferiscono a categorie statistiche e periodi differenti e non costituiscono un bilancio diretto domanda-offerta.
Il forte aumento delle importazioni richiede però cautela nell’interpretazione dell’origine del prodotto. Nel commercio intra-UE, il partner riportato nelle statistiche può rappresentare il Paese di spedizione e non necessariamente quello nel quale la trota è stata allevata. I flussi provenienti da Bulgaria e Svezia non consentono quindi, da soli, di attribuire a questi due Paesi l’origine produttiva di tutto il prodotto entrato in Italia.
La crescita degli arrivi dall’estero si verifica mentre il mercato italiano mostra dinamiche divergenti. Come già analizzato da misPeces, l’ultimo dato disponibile indica una riduzione del 10,6% della produzione italiana di trota iridea, mentre nel 2025 gli acquisti domestici di trota salmonata fresca sono aumentati del 15,5%. Nello stesso anno, le esportazioni italiane di trota fresca o refrigerata sono invece diminuite del 14,4%, da 5.660 a 4.847 tonnellate.
Il nuovo dato commerciale fornisce così una prima risposta alla domanda lasciata aperta dalla crescita dei consumi: una quantità molto maggiore di trota proveniente dall’estero sta entrando nel mercato italiano mentre la produzione nazionale viene da un anno di contrazione. Resta però da ricostruire l’origine effettiva dei flussi provenienti da Bulgaria e Svezia e verificare se l’aumento delle importazioni rappresenti un fenomeno congiunturale o un cambiamento più strutturale nell’approvvigionamento italiano di trota.



