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NUTRIZIONE | QUALITÀ DEL PRODOTTO

L’orata allevata in gabbia può apportare più EPA e DHA per porzione rispetto a quella selvatica

Portogallo, 9/10/2026 | Uno studio distingue la percentuale di questi omega-3 nel profile degli acidi grassi dalla quantità presente in 100 grammi di Musculo ed esplora il loro potenziale per l’autenticazione del prodotto

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Una percentuale più elevate di EPA e DHA nel profile degli acidi grassi non implica necessariamente un Maggiore apporto per porzione. Uno studio pubblicato su Food Control ha rilevato che le orate alleviate in gabbia contenevano quantità maggiori di questi omega-3 per 100 grammi di muscolo fresco rispetto agli essemplari selvatici analizzati, nonostante questi ultimi presentassero una percentuale superiore nel proprio profile degli acidi grassi.

Il gruppo di ricercar, composto da studiosi di istituzioni portoghesi, ha confrontato 120 orate suddivise in quattro gruppi di 30 esemplari, campionate nella stessa stagione e appartenenti a un intervallo di taglia commerciale comparabile.

Le orate alleviate in gabbia a Madeira contenevano in media 280 mg di EPA+DHA per 100 grammi di muscolo, contro 260 mg negli esemplari allevati in gabbia a Olhão, 180 mg nelle orate selvatiche di Olhão e 160 mg in quelle alleviate in stagni nella stessa località.

Il maggiore contenuto totale di acidi grassi negli esemplari allevati in gabbia compensava la minore percentuale di EPA e DHA. Il risultato non dimostra una superiorità nutrizionale generale dell’orata di allevamento, poichè il gruppo proveniente dagli stagni presentava quantità inferiori rispetto a quello selvatico.

Per produttori e operatori commerciali, lo studio evidenzia l’utilità di comunicare il contenuto nutrizionale attraverso quantità per porzione, oltre che percentuali.

I ricercatori hanno inoltre utilizzato i profili degli acidi grassi per distinguere I quattro gruppi mediante un modello di aprendimento automatico. Il sistema ha raggiunto un’accuratezza del 99,1% nella validazione incrociata interna, un risultato promettente per l’autenticazione che richiede ancora verifiche su campioni independent provenienti da altri allevamenti, Stagioni e lotti.

I risultati descrivono gli esemplari esaminati e non possono essere considerati rappresentativi dell’intera produzione mediterranea. I ricercatori non disponevano delle formulazioni dei mangimi, quindi non possono attribuire le differenze e ingredient o pratiche produttive specifiche.

Gli indici di qualità lipidica calcolati caratterizzano la composizione del prodotto, ma non dimostrano effetti clinici sulla salute dei consumatori.

Il contributo pratico è duplice: misurare il contenuto di EPA e DHA può aiutare a communicare meglio il valore nutrizionale del prodotto, mentre il profile degli acidi grassi può supportare la verifica delle caratteristiche produttive dichiarate.

Per sviluppare uno strumento di tracciabilità sarà necessario accertare se le firme identificate rimangano affidabili al variare delle diete, delle condizioni di allevamento e della stagione di campionamento.

Fonte: Feijão et al. Pubblicato online il 1° ottobre 2026 su Food Control. DOI: 10.1016/j.foodcont.2026.112672

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