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CONSUMO E PRODUZIONE

Meno produzione e prezzi più alti aumentano la pressione sul mercato italiano delle cozze

Roma, 27/08/2026 | La produzione nazionale è diminuita del 23% nel 2024 e nel 2025 gli acquisti domestici sono scesi del 7,7%, mentre il prezzo medio pagato dalle famiglie è aumentato del 27,6%

recolecta de mejillones en Italia

Il mercato italiano delle cozze arriva all’estate 2026 dopo due anni caratterizzati da una forte contrazione produttiva e da un significativo aumento dei prezzi. Nel 2024 la produzione nazionale è diminuita del 23%, passando da circa 57.000 a 44.000 tonnellate, mentre nel 2025 gli acquisti domestici hanno registrato un ulteriore calo del 7,7%.

I dati emergono dall’Annuario sul mercato ittico 2025 realizzato da BMTI nell’ambito del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027. Nonostante la riduzione degli acquisti delle famiglie, il valore della spesa per le cozze è aumentato del 17,8% nel 2025.

A spiegare questa divergenza è soprattutto il forte incremento del prezzo medio, passato da 4,22 a 5,38 euro/kg, con una crescita del 27,6% in un solo anno.

Cozze | Italia
−23%
Produzione nazionale
2024/2023
−7,7%
Acquisti domestici
2025/2024
+27,6%
Prezzo medio al consumo
2025/2024
+26,9%
Prezzo all'ingrosso, origine Italia
2025/2024
Fonte: BMTI, Annuario sul mercato ittico 2025.

La tensione sui prezzi è visibile anche prima della vendita al dettaglio. L’indice Unioncamere-BMTI dei prezzi all’ingrosso registra nel 2025 un aumento del 26,9% per le cozze di provenienza italiana, superiore al +18% rilevato per quelle provenienti dalla Spagna.

Nel complesso, i prezzi all’ingrosso dei molluschi freschi sono cresciuti del 7,2%, rendendo la dinamica delle cozze italiane particolarmente marcata.

La contrazione produttiva ha interessato la specie più importante della molluschicoltura nazionale. Nel 2024 le cozze rappresentavano ancora circa l’87% dei volumi di molluschi allevati in Italia, ma la loro produzione era scesa di circa 13.000 tonnellate rispetto all’anno precedente.

Nello stesso periodo, l’intera acquacoltura italiana ha registrato una riduzione dei volumi del 24%, scendendo sotto le 100.000 tonnellate.

Il mercato estero non sembra avere compensato questa riduzione con maggiori volumi importati. Nel 2025 l’Italia ha acquistato dall’estero 35.599 tonnellate di mitili vivi, freschi o refrigerati, il 6,1% in meno rispetto all’anno precedente, per un valore di 47,3 milioni di euro, anch’esso in diminuzione del 6,4%.

Il calo simultaneo della produzione nazionale, degli acquisti domestici e delle importazioni si accompagna quindi a prezzi sensibilmente più elevati.

Questa fotografia precede le nuove mortalità segnalate nell’estate 2026 in diverse aree produttive italiane e non permette quindi di misurarne ancora l’impatto economico. Mostra però che la mitilicoltura affrontava la nuova stagione di caldo con un mercato già caratterizzato da minori volumi nazionali e prezzi molto più elevati.

La quantificazione delle perdite del 2026 sarà ora determinante per capire se le nuove criticità produttive potranno esercitare ulteriore pressione sull’offerta e sui prezzi nei prossimi mesi.

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