Le importazioni italiane di orata e spigola hanno accelerato nel 2025, mostrando una crescita nettamente superiore a quella degli acquisti ittici dall’estero nel loro complesso. L’Italia ha importato 47.899 tonnellate di orata fresca o refrigerata, il 25,5% in più rispetto al 2024, e 32.710 tonnellate di spigola, in aumento del 12%.
Complessivamente si tratta di oltre 80.600 tonnellate delle due principali specie della piscicoltura marina mediterranea. Il valore delle importazioni è cresciuto ancora più rapidamente: +36,5% per l’orata, fino a 326,5 milioni di euro, e +26,4% per la spigola, a 251,2 milioni. Nello stesso anno le importazioni italiane di prodotti ittici nel loro complesso sono aumentate del 4,4% in volume.
Il quadro emerge dall’Annuario sul mercato ittico 2025 di BMTI e diventa più articolato confrontando gli scambi commerciali con la produzione nazionale. L’ultimo dato disponibile, relativo al 2024, mostra infatti una crescita del 10% della produzione italiana di orata, mentre quella di spigola è diminuita del 2%. L’aumento delle importazioni non coincide quindi necessariamente con una contrazione della produzione interna: almeno per l’orata, i due flussi sono cresciuti contemporaneamente.
Anche il comportamento delle famiglie distingue nettamente le due specie. L’orata rimane il pesce fresco più acquistato in Italia tra quelli considerati dal rapporto, con il 22,4% dei volumi, ma nel 2025 gli acquisti domestici sono diminuiti del 3,7%, mentre il prezzo medio è salito dell’8,1%, da 10,81 a 11,69 euro/kg. Per la spigola la dinamica è opposta: gli acquisti sono aumentati del 4,8% nonostante un incremento del prezzo medio del 10,4%, da 11,99 a 13,24 euro/kg.
| Indicatore | Orata | Spigola |
|---|---|---|
| Produzione italiana* | +10% | −2% |
| Acquisti domestici | −3,7% | +4,8% |
| Import | +25,5% | +12,0% |
| Export | +33,8% | −9,3% |
* Produzione italiana: ultimo dato disponibile, variazione 2024/2023. Gli altri indicatori si riferiscono al 2025/2024.
Le differenze proseguono sul fronte dell’export. Nel 2025 l’Italia ha esportato 13.481 tonnellate di orata fresca o refrigerata, il 33,8% in più rispetto all’anno precedente, per un valore vicino a 95 milioni di euro. Le esportazioni di spigola sono invece diminuite del 9,3%, fermandosi a 5.607 tonnellate, anche se il loro valore è cresciuto dell’8,6%. Per l’orata, la Spagna è diventata la principale destinazione, assorbendo 4.942 tonnellate, oltre tre volte il volume del 2024.
La fotografia restituita dall’Annuario mostra quindi due mercati che non stanno evolvendo allo stesso modo, pur condividendo una forte crescita delle importazioni. L’orata combina aumento della produzione nazionale e dell’export con una contrazione degli acquisti domestici; la spigola registra invece maggiore domanda delle famiglie, produzione in lieve calo e minori esportazioni.
In entrambi i casi, la rapidità con cui aumentano gli arrivi dall’estero pone una questione centrale per la piscicoltura italiana: quanto della domanda nazionale e della crescita del mercato mediterraneo riescono a intercettare gli allevamenti italiani rispetto ai concorrenti esteri.


