La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa sullo schema di decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che stabilisce i criteri di priorità per la concessione degli indenizzi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura.
Il provvedimento riguarda una dotazione aggiuntiva di 3 milioni di euro per il 2026, destinata a compensare i danni subiti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura in conseguenza di calamità naturali ed eventi metereologici o meteomarini eccezionali verificatisi tra il 1º gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
L’intesa raggiunta il 27 ottobre rappresenta un passagio necessario per l’adozione del decreto miniteriale definitivo. Al momento, tuttavia, non risulta ancora pubblicato il testo completo con i criteri operativi, il riparto delle risorse e le modalità di accesso agli indenizzi.
Restano quindi da chiarire quali tipologie di danno saranno considerate prioritarie, quali documenti dovranno presentare le imprese, come saranno distribuite le risorse tra i territori e quali saranno i termini per la presentazione delle domande.
Per il settore acquicolo, uno degli aspetti più rilevanti sarà verificare se i criteri comprenderanno in modo esplicito anche le mortalità produttive associate a temperature marine eccezionalmente elevate e ad altri fenomeni ambientali estremi.
La questione è particolarmente importante per le aree dove, negli ultimi anni, gli episodi di caldo anomalo, ipossia e altri eventi ambientali hanno provocato perdite significative nella molluschicoltura e in altre attività acquicole.
La disponibilità delle risorse, tuttavia, no equivale ancora all’apertura di una nuova procedura di indenizzo. Le imprese dovranno attendere la pubblicazione del decreto definitivo e dei successivi atti applicativi per conoscere requisiti, modalità e scadenze.



