Inserisci i termini di ricerca
misPeces, notizie di acquacoltura misPeces - Notizie di acquacoltura
SANITÀ ACQUATICA

Quando il patogeno evolve più rapidamente del sistema: nuove chiavi di lettura sulla lattococcosi nei pesci

Zaragoza, Spagna, 21/01/2026 | Lo studio non delinea uno scenario di crisi, ma una fase di transizione sanitaria che richiede l’adattamento delle normative e degli strumenti di controllo alla nuova realtà biologica

laboratorio-incubacion-bacterias

La sanità acquicola non è statica. I patogeni evolvono, i sistemi produttivi cambiano e, se le strategie di controllo non vengono aggiornate, perdono efficacia. In questo contesto, un recente studio guidato dal laboratorio diagnostico Exopol, in collaborazione con l’Università di Saragozza e l’azienda mangimistica BioMar Iberia, pubblicato sulla rivista Animals, fornice nuove chiavi di lettura sulla lattococcosi nei pesci nel bacino del Mediterraneo.

Il lavoro, che offre una base solida per migliorare la diagnostica, adeguare le strategie vaccinali e ottimizzare l’uso degli antimicrobici, rafforzando la resilienza sanitaria di specie chiave come spigola, orata e trota, aiuta a comprender perché alcuni strumenti sanitari iniziano a mostrare dei limiti e, soprattutto, quali azioni può intraprendere il settore per anticipare i cambiamenti e adattarsi meglio.

Un fattore critico da considerare è quello ambientale: la malattia mostra un chiaro andamento stagionale, con un aumento significativo del rischio quando la temperatura dell’acqua supera la soglia dei 16ºC, un dato fondamentale per consentire ai gestori degli impianti di anticipare i protocolli di sorveglianza.

Uno scenario epidemiologico in evoluzione: la connessione internazionale

Doradas en el interior de unas jaulas

La lattococcosi è una malattia ben conosciuta nell’acquacoltura europea da decenni. Tuttavia, lo studio conferma che lo scenario epidemiologico non è più esattamente lo stesso.

Nei sistemi continentali, in particolare nella troticoltura, i ricercatori rivelano un progressivo cambiamento nella specie dominante, con la crescente presenza di Lactococcus petauri, che sta parzialmente sostituendo Lactococcus garvieae.

In ambiente marino, al contrario, Lactococcus garvieae rimane il principale agente eziologico, ma è associato a una linea genetica specifica (ST95), altamente omogenea. Questo lignaggio non rappresenta una mutazione locale, bensì corrisponde allo stesso clone emergente (sierotipo III) responsabile di gravi focolai in Seriola in Giappone nel 2021, suggerendo un’introduzione attraverso il commercio internazionale e richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare la biosicurezza nelle importazioni.

Inoltre, il Mediterraneo non è soltanto un’area di ricezione di ceppi patogeni: lo studio descrive per la prima volta due nuove varianti genetiche (ST157 e ST158), confermando che la regione agisce attivamente come hotspot di diversificazione del patogeno.

Uno dei messaggi più costruttivi dello studio riguarda l’importanza di affinare la diagnostica. Le tecniche tradizionali consentono di rivelare i lattococchi, ma non sempre permettono di distinguere con precisione tra specie o lignaggi con comportamenti epidemiologici differenti. L’introduzione di strumenti molecolari specifici, come PCR mirate, consente di identificare correttamente l’agente coinvolto.

Il lavoro non mette in discussione l’utilità dei vaccini contro la lattococcosi, ma richiama una realtà ben nota in altri ambiti sanitari: quando il patogeno cambia, anche i vaccini devono essere aggiornati.

L’identificazione di nuove varianti dominanti apre la strada a un miglioramento della selezione dei ceppi vaccinali, al rafforzamento della protezione crociata e all’adattamento delle strategie preventive alle condizioni reali di ciascun sistema produttivo.

Lo studio fornisce inoltre informazioni preziose sulla sensibilità antimicrobica degli isolati analizzati. Alcuni trattamenti tradizionalmente utilizzati mostrano oggi un’efficacia limitata, mentre altri mantengono una buona attività in vitro.

Qui emerge un paradosso normativo che complica la gestione veterinaria: l’amoxicillina si è dimostrata l’opzione più efficace (con concentrazioni minime inibenti molto basse, MIC 2 µg/ml), ma il suo utilizzo è privo di formulazioni specifiche approvate per i pesci in Paesi come la Spagna. Al contrario, farmaci autorizzati come la flumechina si sono rivelati inefficaci nei test di laboratorio.

Questo tipo di dati consente di evitare trattamenti inutili o poco efficaci, ridurre il rischio di sviluppo di resistenze e avanzare verso un uso più razionale degli antimicrobici.

Nel complesso, lo studio non delinea uno scenario di crisi, bensì una fase di transizione sanitaria che richiede l’adattamento delle normative e degli strumenti di controllo alla nuova realtà biologica.

Riferimento:

González-Martín, D.; Ubieto, M.; del Caso, S.; Planas, E.; Ruiz-Zarzuela, I.; Sanz, C.; Arnal, J.L. Comparative Molecular and Antimicrobial Analysis of Lactococcus garvieae and Lactococcus petauri from Marine and Freshwater Fish Farms in the Mediterranean. Animals 2026, 16, 277. https://doi.org/10.3390/ani16020277

Ti potrebbe interessare