La mitilicoltura di Taranto si prepara a trasformare i risultati della ricerca scientifica in nuove regole di gestione degli allevamenti. Il Commissario straordinario per le bonifiche, Vito Uricchio, e gli assessorati competenti della Regione Puglia hanno concordato l’istituzione di un Tavolo Tecnico che lavorerà all’aggiornamento dell’ordinanza regionale del 2011 e alla rimodulazione dei calendari di raccolta e trasferimento dei mitili.
Il punto di partenza sono i risultati dello studio sulla decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno del Mar Piccolo al Mar Grande, concluso lo scorso 30 giugno.
Come già riportato da misPeces, il monitoraggio ha dimostrato che il trasferimento in acque più pulite permette una progressiva riduzione di contaminanti organici come diossine e PCB.
Le evidenze scientifiche consentono ora alle istituzioni di valutare una gestione meno emergenziale e maggiormente programmata della produzione, mantenendo la tutela della salute pubblica come condizione prioritaria.
Il Tavolo Tecnico riunirà i partner scientifici del progetto e i rappresentanti degli assessorati regionali competenti. L’obiettivo sarà tradurre i risultati ottenuti in atti amministrativi e condizioni operative che permettano di rivedere le tempistiche di raccolta e trasferimento previste dall’attuale disciplina. Le revisione punta anche a ridurre l’impatto economico delle restrizioni sui mitilicoltori senza abbassare gli standard di sicurezza alimentare.
Accanto alla contaminazione storica, Taranto deve però affrontare una seconda pressione sempre più rilevante: l’aumento della temperatura del mare. Durante l’incontro istituzionale sono stati presentati i primi risultati del progetto MITICA, sviluppato dalla Struttura Commissariale insieme a CNR-DSSTTA e CoNISMa. Il progetto utilizza monitoraggio dei mitili allo stress termico e alla conseguente riduzione dell’ossigeno disponibile.
Questa linea di ricerca assume particolare importanza dopo le recenti e gravi mortalità che hanno interessato mitili adulti e novellame del Primo e nel Secondo Seno del Mar Piccolo.
Le istituzioni collegano gli episodi alle anomalie termiche stagionali e hanno concordato sulla necessità di interventi tempestivi. La Regione valuterà la possibilità di utilizzare risorse FEAMPA per finanziare misure di adattamento e trasformare i risultati della ricerca in interventi applicabili agli allevamenti.



