Le micro, piccole e medi imprese italiane e croate potranno accedere a una nuova linea di finanziamento destinata allo sviluppo e all’immissione sul mercato di soluzioni innovative nella Blue Economy.
Il bando sarà pubblicato nell’ambito del progetto SEAS – Sustainable Enterprises Advancing Blue Solutions, finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, e dovrebbe aprire nell’ottobre 2026.
La dotazione prevista è di 2,05 milioni di euro, ripartita in parti uguali tra beneficiari italiani e croati. Ogni progetto potrà ricevere una sovvenzione compresa tra 80.000 e 125.000 euro, in grado di coprire fino all’80% dei costi ammissibili.
Le iniziative dovranno avere una durata compresa tra sei e dodici mesi e prevede obbligatoriamente la collaborazione tra almeno una PMI italiana e una croata, entrambe registrare e operative nell’area transfrontaliera ammissibile.
L’acquacoltura rientra nel bando principalmente attraverso la categoria delle risorse marine viventi, che comprende esplicitamente la trasformazione e la distribuzione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Potrebbero quindi trovare spazio tecnologie per la lavorazione, la conservazione, il confezionamento, la tracciabilità, il controllo della qualità, la logistica e la valorizzazione commerciale dei prodotti allevati.
Ulteriori opportunità per il settore potrebbero derivare dalle categorie dedicate alla biotecnologia blu, alle infrastrutture e alla robotica marittima e alle attività portuali.
In questi ambiti potrebbero essere candidabili, a seconda delle future linee guida, sistemi di sensoristica e automazione, strumenti di monitoraggio ambientale, tecnologie per l’acquacoltura offshore, soluzioni per il trattamento delle acque, processi basati su alghe o microrganismi e applicazioni per il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti.
Questa possibile applicazione all’acquacoltura dovrà tuttavia essere verificata sulla base dei requisiti definitivi del bando.
Le soluzioni dovranno avere un livello di maturità tecnologica pari almeno a TRL 5: ciò significa che dovranno essere già state validate in un ambiente rilevante e non trovarsi più nella fase di ricerca puramente sperimentale.
Non si tratta quindi di un finanziamento destinato alla ricerca di base, ma di uno strumento orientato verso soluzioni già validate in un ambiente rilevante e sufficientemente mature per essere dimostrate, perfezionate o avvicinate al mercato.
Tra i costi indicati come ammissibili figurano la preparazione del progetto, il personale, le attrezzature, le consulenze e i servizi esterni.
La formulazione preliminare non include invece esplicitamente la produzione acquicola primaria. Investimenti destinati esclusivamente alla realizzazione o all’ampliamento di allevamenti, all’acquisto di gabbie, vasche, mangimi o materiale biologico non possono pertanto essere considerati ammissibili fino alla pubblicazione delle linee guida.
Gli allevatori potrebbero comunque avere un ruolo come partner industriali, utilizzatori finali o siti dimostrativi di tecnologie sviluppate insieme a imprese di trasformazione, fornitori tecnologici o società biotecnologiche.
Le candidature saranno presentate attraverso la piattaforma SEAS. Il programma invita le imprese interessate a registrarsi e ad avviare già ora la ricerca di un partner nell’altro Paese.
I criteri completi, le spese effettivamente riconosciute e le modalità di valutazione saranno resi disponibili con la pubblicazione ufficiale del bando prevista per ottobre.

