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ECONOMIA CIRCULARE | RICERCA

Un progetto da 4,1 millioni studia il recupero di guisci di mitili e biomase algali

Genova, 27/10/2026 | Il progetto LASER dell’Università di Genova punta a trasformare scarti della lavorazione dei molluschi in materiali e composti per diversi settori

Ricercatrice e mitili

L’Università di Genova studia come valorizzare i gusci dei molluschi bivalvi e le biomasse algali che si accumulano sui filari di mitilicoltura. L’attività rientra nel progetto LASER – LCA, Sgusciatura, Economia circolare e Riutilizzo – finanziato con 4,1 millioni di euro nell’ambito del PNRR e inserito nel programma di filiera “Shell we… sea the future???”. Le specie considerate comprendono la cozza (Mytilus galloprovincialis) e il fasolaro (Callista chione).

Una delle linee di ricerca riguarda la trasformazione dei gusci, oggi un costo di smaltimento per la filiera. I ricercatori ne analizzano le microstrutture per valutare la produzione di pigmenti iridescenti, con possibili applicazioni nel design e nell’industria automobilistica. Il carbonato di calcio ricavato dai gusci è invece allo studio per lo sviluppo di biomateriali deestinati a potenziali applicazioni nella medicina rigenerativa.

Il progetto considera anche le alghe che colonizzano naturalmente gli allevamenti di mitili, spesso gestite come un problema operativo.

UniGe ne studia l’impiego come fonte di molecole bioattive per cosmetica, nutraceutica e mangimistica. Le applicazioni indicate sono obiettivi di ricerca: la comunicazione dell’ateneo non presenta prodotti già sviluppati o adottati su scala commerciale.

LASER comprende inoltre lo studio della sgusciatura a freddo mediante pascalizzazione, una tecnologia che applica altre pressioni per separare il mollusco dal guscio. L’obiettivo è verificare se il processo possa contribuire alla sicurezza microbiologica preservando le caratteristiche del prodotto fresco.

La sostenibilità delle soluzioni sarà valutata con analisi del ciclo di vita (LCA), per misurarne gli impatti ambientali e individuare possibili miglioramenti nei consumi e nei costi.

Il progetto involge quattro dipartimenti dell’Università di Genova e prevede l’acquisto di strumentazione scientifica per quasi un milione di euro e il reclutamento di circa venti dottorandi e giovani ricercatori.

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