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POLITICA ACQUICOLA EUROPEA

Visione UE 2040, API chiede obiettivi di produzione, regole armonizzate e più trasparenza nell'Ho.Re.Ca.

Bruxelles, 22/10/2026 | L'Associazione Piscicoltori Italiani condivide la posizione di FEAP e chiede finanziamenti dedicati, maggiore trasparenza anche nel canale Ho.Re.Ca. e una semplificazione normativa efficace in tutti gli Stati membri

Matteo Leonardi | presidente API | @misPeces

L'Associazione Piscicoltori Italiani (API), attraverso il suo presidente Matteo Leonardi, condivide pienamente la posizione espressa dalla Federazione Europea dei Produttori di Acquacoltura (FEAP) sulla Visione 2040 per la pesca e l'acquacoltura presentata dalla Commissione europea. Come spiega Leonardi, API fa propri «sia gli apprezzamenti per i progressi della Visione 2040, sia le preoccupazioni per i limiti emersi in questa fase che rischiano di limitarne l'efficacia».

Tra gli aspetti accolti positivamente figura l'annuncio di un quadro normativo dedicato all'acquacoltura entro il 2027, che secondo Leonardi "dovrà essere maggiormente armonizzato tra gli Stati membri". API valuta inoltre favorevolmente il riconoscimento formale dell'acquacoltura continentale e d'acqua dolce, accanto a quella marina e mediterranea, superando l'impostazione prevalentemente marittima dell'European Ocean Pact.

Per i produttori, una maggiore armonizzazione delle regole potrebbe contribuire a rendere più prevedibili le procedure autorizzative e le condizioni di investimento.

Un altro elemento di particolare interesse riguarda l'estensione delle informazioni obbligatorie in etichetta ai prodotti ittici trasformati. API auspica che questa evoluzione possa arrivare a interessare "finalmente anche il canale Ho.Re.Ca.", consentendo una maggiore trasparenza sull'origine e sulle modalità di produzione del pesce destinato alla ristorazione. Si tratta tuttavia di una richiesta del settore, non di un nuovo obbligo già approvato dalla Commissione.

Restano aperte le criticità evidenziate da FEAP, soprattutto l'assenza di obiettivi quantitativi di produzione per il 2040. Secondo Leonardi, la definizione di traguardi di crescita "articolati in tappe intermedie nazionali, sarebbe fondamentale per misurare l'efficacia del piano".

Il presidente di API richiama inoltre l'attenzione sulle risorse economiche necessarie per sostenere lo sviluppo del settore: "Senza risorse finanziarie adeguate e dedicate al comparto, gli obiettivi della Commissione sulla sicurezza e sovranità alimentare rischiano di rimanere disattesi".

Nonostante queste riserve, API guarda con ottimismo alla Visione 2040. L'associazione intende proseguire il confronto istituzionale a livello nazionale ed europeo, in coordinamento con FEAP e con le altre organizzazioni dei produttori, per contribuire al miglioramento delle future misure. L'obiettivo sarà verificare se gli impegni della Commissione si tradurranno in condizioni più favorevoli agli investimenti, alla competitività e alla crescita della produzione acquicola italiana.

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