Francisco Millán Mon | @PacoMillanMon
Le difficoltà della molluschicoltura dell’Alto Adriatico sono entrate direttamente nell’agenda della Commissione Pesca (PECH) del Parlamento europeo. Una delegazione di eurodeputati ha visitato dal 21 al 23 settembre diverse comunità costiere di Veneto, Emilia-Romagna e Marche, incontrando pescatori, acquacoltori e cooperative.
Tra i temi portati l’attenzione degli eurodeputati figurano gli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione, la diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus) e la necessità di disporre di strumenti capaci di sostenere le imprese nell’adattamento alle nuove condizioni ambientali.
La missione ha interessato anche Scardovari e Goro, due aree strategiche per la molluschicoltura italiana. La delegazione ha inoltre visitato a Goro un impianto di lavorazione del granchio blu, esempio dei tentativi di creare valore economico da una specie invasiva che ha colpito duramente la produzione locale.
Al termine della visita, la capodelegazione Isabelle Le callennec ha annunciato che PECH tornerà a sollecitare Commissione e Consiglio affinché siano garantite risorse europee sufficienti, sia nell’attuale FEAMPA sia nel futuro bilancio dell’Unione, per consentire al settore e alle regioni di affrontare cambiamento climatico, specie invasive e altre sfide strutturali.
La posizione rafforza un dibattito già aperto sul finanziamento europeo della pesca e dell’acquacoltura dopo il 2027.
Nei giorni scorsi, l’eurodeputata italiana Anna Maria Cisint, che ha partecipato alla missione nell’Alto Adriatico, aveva dichiarato a misPeces la necessità di mantenere uno strumento finanziario specifico per il settore, evitando che le risorse vengano diluite in un fondo europeo più ampio.



